Galleria Borghese, al via il concorso internazionale per ampliare gli spazi del museo

La direttrice Francesca Cappelletti sottolinea che l'edificio storico non verrà toccato. Il progetto vincitore sarà annunciato entro il 14 maggio 2027

La Galleria Borghese guarda al futuro con un concorso internazionale di architettura destinato a individuare nuove soluzioni per ampliare gli spazi a disposizione del museo e migliorare l’accoglienza dei visitatori. L’iniziativa, presentata il 14 ottobre 2026, prevede la possibilità di acquisire un nuovo spazio o riprogettare una struttura già esistente all’interno del parco di Villa Borghese, per una superficie non superiore a 3mila metri quadrati. L’obiettivo è rispondere alle crescenti esigenze di un’istituzione che custodisce alcuni dei più importanti capolavori dell’arte italiana, ma che deve confrontarsi quotidianamente con limiti strutturali, necessità conservative e un numero sempre maggiore di visitatori. Il progetto non prevede modifiche all’edificio monumentale che ospita la collezione, costruito a partire dal 1607 per volontà del cardinale Scipione Borghese, ma punta a individuare spazi complementari capaci di rendere più efficiente l’organizzazione del museo.

A chiarire questo principio è stata la direttrice Francesca Cappelletti, che durante la presentazione del concorso ha ribadito la necessità di preservare integralmente il complesso storico. «Nessuno vuole, può, deve toccare l’edificio», ha sottolineato, precisando che l’ampliamento dovrà svilupparsi nel rispetto dell’architettura originaria e del contesto paesaggistico di Villa Borghese. La sfida sarà dunque quella di conciliare tutela e innovazione, individuando soluzioni che consentano di ampliare le attività culturali e migliorare i servizi senza compromettere l’identità di uno dei musei più prestigiosi della capitale.

Concorso Galleria Borghese, candidature aperte fino al 13 novembre 2026

La competizione è promossa da Proger, società indipendente di ingegneria italiana, e si svolgerà attraverso un percorso articolato in due fasi. La prima prevede la presentazione delle candidature da parte dei professionisti interessati, che potranno inviare i propri dossier attraverso la piattaforma certificata CAN dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia. Il termine per partecipare è fissato alle ore 12 del 13 novembre 2026. La selezione iniziale si baserà sull’esperienza dei gruppi candidati e sui progetti di riferimento presentati, secondo una griglia di valutazione definita nel disciplinare del concorso.

Al termine di questa prima fase saranno individuati un massimo di cinque finalisti, che accederanno alla successiva competizione progettuale. La selezione delle candidature sarà effettuata internamente da Proger, mentre la valutazione dei progetti finali sarà affidata a una commissione composta da esperti indipendenti e personalità del mondo culturale e architettonico. L’amministratore delegato della società, Marco Lombardi, ha spiegato che tra i componenti della giuria sarebbe auspicabile coinvolgere anche direttori di importanti musei, così da garantire una valutazione capace di considerare non soltanto gli aspetti architettonici, ma anche le esigenze concrete di gestione e valorizzazione del patrimonio.

I cinque gruppi selezionati dovranno presentare i progetti in forma anonima entro il 18 marzo 2027, mentre la proclamazione del vincitore è prevista entro il 14 maggio dello stesso anno. Le proposte dovranno rispettare criteri di sostenibilità ambientale, innovazione, tutela storica e compatibilità con il contesto monumentale, offrendo soluzioni funzionali alle necessità della Galleria Borghese e alla sua evoluzione nei prossimi anni.

Premio da oltre 500mila euro per il progetto vincitore

Il concorso prevede un riconoscimento economico significativo per i professionisti che arriveranno alla fase conclusiva. Al gruppo vincitore sarà assegnato un compenso forfettario di 500.750 euro, mentre agli altri quattro finalisti spetterà un premio di partecipazione di 25mila euro ciascuno. Il compenso principale sarà riconosciuto indipendentemente dall’effettiva realizzazione dell’intervento, poiché il concorso ha come obiettivo immediato quello di raccogliere proposte progettuali da mettere a disposizione delle istituzioni competenti.

«I progetti che scaturiranno dal concorso saranno un dono alla Galleria, al Ministero della Cultura e a Roma Capitale, che decideranno cosa farne», ha dichiarato Marco Lombardi durante la presentazione dell’iniziativa. La precisazione chiarisce che la scelta del vincitore non comporterà automaticamente l’apertura di un cantiere, ma rappresenterà un primo passaggio verso la possibile trasformazione degli spazi museali. Spetterà successivamente alle amministrazioni coinvolte valutare la fattibilità delle proposte, le risorse necessarie e le eventuali procedure da avviare per concretizzare il progetto.

Oltre 630mila visitatori nel 2025: la Galleria Borghese cerca nuovi spazi

La necessità di ampliare gli ambienti a disposizione della Galleria Borghese è legata anche alla crescita dell’affluenza registrata negli ultimi anni. Nel 2025 il museo ha accolto oltre 630mila visitatori, con un incremento di circa 87mila presenze rispetto al 2022, anno che aveva segnato la ripresa delle attività dopo l’emergenza sanitaria. Un risultato che conferma l’attrattività internazionale dell’istituzione, ma che rende sempre più evidente la difficoltà di gestire flussi consistenti all’interno di un edificio storico caratterizzato da spazi limitati e da rigorose prescrizioni di sicurezza.

«Per prescrizioni precise e severe sulla sicurezza, che noi osserviamo alla lettera, non possiamo ammettere nel museo più di un certo numero di persone in relazione ai metri quadrati», ha spiegato Francesca Cappelletti, evidenziando come le dimensioni dell’edificio condizionino inevitabilmente la capacità di accoglienza. La direttrice ha inoltre richiamato l’attenzione sulle lunghe attese che interessano quotidianamente il pubblico, ricordando che numerose persone si mettono in fila e possono aspettare anche diverse ore prima di entrare. La possibilità di disporre di ambienti aggiuntivi consentirebbe di organizzare meglio i servizi preliminari alla visita e distribuire in maniera più efficiente i flussi, riducendo la pressione sulle sale del Casino Nobile.

«Lavoriamo nella speranza di divenire più accessibili», ha aggiunto Cappelletti, sintetizzando uno degli obiettivi principali dell’iniziativa. L’ampliamento non è pensato semplicemente per aumentare la superficie complessiva del museo, ma per migliorare il rapporto tra l’istituzione e il pubblico, rendendo la visita più agevole e garantendo condizioni adeguate alla conservazione delle opere.

Dai dipinti nei depositi alle mostre temporanee: le opportunità dell’ampliamento

Uno dei principali vantaggi derivanti dalla disponibilità di nuovi spazi sarebbe la possibilità di esporre una parte delle opere attualmente conservate nei depositi. La Galleria Borghese custodisce infatti circa 260 dipinti non stabilmente accessibili al pubblico, oltre a sculture e arredi storici che potrebbero trovare una nuova collocazione espositiva. La creazione di ambienti aggiuntivi permetterebbe di ampliare la conoscenza delle collezioni, offrendo ai visitatori la possibilità di scoprire opere meno note e favorendo nuove attività di studio e ricerca. Allo stesso tempo, la disponibilità di sale dedicate potrebbe consentire l’organizzazione di mostre temporanee di rilevanza internazionale, senza interferire con il percorso permanente che comprende capolavori di Caravaggio, Bernini e Canova.

Le nuove strutture potrebbero inoltre ospitare laboratori per la conservazione e il restauro, ambienti tecnici e spazi destinati alla movimentazione delle opere. Si tratta di funzioni fondamentali per la gestione di un museo, che oggi devono essere svolte all’interno di un edificio non progettato per rispondere alle esigenze operative contemporanee. «Oggi, quando dobbiamo mandare opere al restauro o prestarle ad altri musei, le casse rimangono nelle sale perché non abbiamo posto dove metterle», ha raccontato Cappelletti, descrivendo una difficoltà concreta che incide sull’organizzazione quotidiana delle attività. La presenza di locali tecnici separati dalle sale espositive consentirebbe di migliorare la logistica, facilitare gli interventi conservativi e gestire con maggiore efficienza i prestiti destinati ad altre istituzioni culturali.

Didattica, conferenze e servizi: come potrebbe cambiare l’esperienza di visita

L’ampliamento della Galleria Borghese offrirebbe anche nuove opportunità per lo sviluppo delle attività educative e culturali. Attualmente il museo dispone di spazi limitati per organizzare laboratori didattici, incontri e iniziative rivolte alle scuole e alle famiglie, tanto che alcune attività vengono programmate occasionalmente durante la giornata di chiusura del lunedì. Questa soluzione, tuttavia, deve confrontarsi con le esigenze di manutenzione ordinaria, che vengono generalmente concentrate proprio quando il museo non è aperto al pubblico. La disponibilità di ambienti dedicati permetterebbe di costruire una programmazione educativa più continuativa, ampliando le occasioni di partecipazione e approfondimento.

Tra le funzioni ipotizzate figurano inoltre sale per conferenze, spazi destinati alla proiezione di filmati introduttivi, un bookshop, servizi di ristorazione e infrastrutture digitali. L’obiettivo è offrire ai visitatori un’esperienza più completa, mantenendo gli ambienti monumentali prevalentemente destinati alla fruizione delle collezioni. La separazione tra funzioni espositive e servizi complementari contribuirebbe anche a preservare meglio le sale storiche, evitando di concentrare all’interno dell’edificio attività che potrebbero essere organizzate in strutture esterne più adeguate.

Villa Borghese, tra le ipotesi il recupero degli edifici già esistenti nel parco

Il concorso internazionale lascia aperta la possibilità di utilizzare immobili già presenti all’interno di Villa Borghese, anziché prevedere necessariamente la costruzione di nuove strutture. Francesca Cappelletti ha spiegato che ai gruppi di architettura selezionati per la fase finale sarà fornita una mappa del parco contenente l’indicazione degli edifici esistenti, così da consentire una valutazione delle diverse opportunità progettuali. Il patrimonio edilizio dell’area comprende infatti numerose costruzioni, alcune delle quali attualmente inutilizzate, che potrebbero essere prese in considerazione per ospitare nuove funzioni museali.

Tra gli immobili citati figurano la sede della polizia a cavallo, il grande serbatoio situato nel Parco dei Daini e altre strutture di dimensioni più contenute. La presenza di edifici già inseriti nel contesto paesaggistico potrebbe offrire soluzioni interessanti dal punto di vista della sostenibilità e della tutela ambientale, ma ogni proposta dovrà essere valutata in relazione alle caratteristiche architettoniche, alla destinazione d’uso e ai collegamenti con la Galleria. Il limite massimo di 3mila metri quadrati rappresenta un parametro preciso entro il quale sviluppare gli interventi, mentre il rispetto del valore storico e naturalistico di Villa Borghese costituisce una condizione essenziale dell’intero progetto.

Il futuro della Galleria Borghese tra tutela del patrimonio e innovazione

Il concorso rappresenta un passaggio importante nella riflessione sul futuro della Galleria Borghese, chiamata a trovare un equilibrio tra la conservazione di un patrimonio artistico straordinario e le esigenze di un museo contemporaneo. L’aumento dei visitatori, la presenza di numerose opere nei depositi e le difficoltà legate alla mancanza di ambienti tecnici e didattici rendono necessario individuare soluzioni capaci di migliorare l’organizzazione senza compromettere il carattere storico dell’istituzione. La scelta di coinvolgere professionisti attraverso una competizione internazionale punta a raccogliere idee progettuali che possano rispondere a queste necessità, mantenendo al centro la tutela dell’edificio e del paesaggio di Villa Borghese.

La proclamazione del vincitore, prevista entro il 14 maggio 2027, sarà soltanto il primo passo di un percorso che richiederà ulteriori valutazioni da parte della Galleria, del Ministero della Cultura e di Roma Capitale.