L’artista Michaela Stark provoca la Milano Fashion Week

Michaela Stark porta a Milano il suo talento assolutamente non convenzionale, in una moda che celebra la femminilità e il body positivity

L’artista australiana Michaela Stark celebra l’universo femminile in una moda che è tutta all’insegna del body positivy, con un progetto in collaborazione con la fondazione d’arte Sozzani. La sua sfilata milanese di questi giorni segna il lancio di una nuova linea, ossia il il marchio di lingerie Panty, che utilizza tessuti come seta, tulle e pizzo chantilly. L’innovativa impresa è in realtà il frutto della sua storia da bambina. L’infanzia della designer infatti è stata caratterizzata da episodi di bullismo per il suo peso, provenienti da una società ottusa e limitata. Da qui la creazione di un intimo che possa celebrare le insicurezze femminili, sovvertendo i canoni di bellezza assunti e consolidati nelle nostre realtà.

Il lavoro della giovanissima Stark è prima di tutto un progetto di arte e di design, ma è anche fortemente sociale. La designer nelle sue creazioni riflette sulla discriminazione delle taglie plus nel mondo della moda, rea di una visione selettiva e limitata della bellezza. Celebri i suoi corsetti, che non valorizzano né armonizzano il corpo ma anzi lo deformano intenzionalmente. Realizzati appositamente per un singolo corpo, diventano opere d’arte contemporanea catturate in travolgenti fotografie.

Nel caso della linea Panty però, l’artista ha affermato che «piuttosto che cercare di combattere con il corpo come fa la mia corsetteria, o di trasformare il corpo in diversi estremi come faccio nella mia couture, Panty gioca con la morbidezza e la forma del corpo, creando capi che hanno tagli davvero semplici da mostrare fuori le curve».

La Milano Fashion Week continua così a dare spazio ai giovani talenti emergenti del mondo fashion, grazie al sostegno di marchi come Gucci o Dolce & Gabbana. È l’inizio di una moda tutta nuova, che anche in Italia sta (finalmente) iniziando a indagare tematiche non convenzionali. Tra queste, la fluidità di genere – attesissimo in questo caso il lavoro del talentuoso Luca Magliano – l’arte, il body positivity e l’up-cycling.

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