Il 30 marzo 2020 una delle prime tele di Vincent Van Gogh, Il giardino della canonica a Nuenen in primavera, scompare misteriosamente in circostante poco chiare dal museo olandese Singer Laren, dove si trovava in prestito. Le riprese mostrano infatti un uomo con il volto coperto che riesce a eludere la sorveglianza fuggendo con il capolavoro sotto braccio. Dopo quasi quattro anni il prezioso dipinto ritorna silenziosamente, proprio come silenziosamente era scomparso. Sconosciuto il luogo dove per tutti questi anni è rimasto nascosto. Fondamentale in questa vicenda il contributo dell’investigatore Arthur Brand, conosciuto anche come “l’Indiana Jones del mondo dell’arte“, che è riuscito a ricevere la tela da un contatto anonimo, ben coperta da una busta blu Ikea, ricoperta da pluriball e inserita in una federa.

I danni del furto sono purtroppo molto visibili, ma con l’occasione il quadro sarà sottoposto a un totale e accurato restauro. Il restauratore del dipinto Marjan de Visser ha già iniziato le operazioni preparatorie per il restauro vero e proprio, rimuovendo lo sporco e parte della vernice. Il valore del Van Gogh è tra i 3 e i 6 milioni di euro e, nonostante questo, il detective Band ha affermato che nessuno nel mondo criminale è riuscito ad accorgersi del reale valore (e aggiungerei, per fortuna!) ma che anzi, circolava una leggenda di maledizione sull’oggetto.
«Sapevamo che il dipinto sarebbe passato di mano in mano nel mondo criminale, ma che nessuno voleva davvero toccarlo perché non valeva nulla» ha affermato Band, continuando che il dipinto «era un po’ maledetto».

A quattro anni dalla scomparsa, a partire dal 29 marzo, Il giardino della canonica a Nuenen in primavera sarà protagonista della mostra 150 Years of the Groninger Museum – Behin the Scenes, in cui passo dopo passo, verrà ripercorsa la storia del dipinto.


