“Wine of Babylon”, finisce (quasi) la contesa ma sparisce il quadro

Il Basquiat conteso da anni non sarebbe né di Cecchi Gori né di sua moglie. L'ultima sentenza lo attribuisce all'avvocato Nappi

La complessa vicenda giudiziaria che ha visto il quadro di Basquiat protagonista, sembrava essersi conclusa qualche giorno fa con una sentenza del tribunale civile di Roma. «Oggi, una volta per tutte, si può affermare, in quanto accertata, la verità incontestabile che il quadro di Jean-Michel Basquiat “Wine of Babylon” non è di Vittorio Cecchi Gori, tantomeno di Rita Rusic, bensì dell’avvocato Giovanni Nappi. Giusti due atti pubblici (notarile e consolare) che già ne attestavano la legittimità e, in ultimo, accertato definitivamente con una sentenza esecutiva» ha affermato l’avvocato di Nappi, Maria Beatrice Bruni.

La beffa però è che del quadro non si hanno più notizie da quasi vent’anni. O meglio, si è certi che fino al 2006 abbelliva i saloni dell’appartamento della coppia, ora chissà. Gli attori di questa contesa (fantasma) sono l’imprenditore Vittorio Cecchi Gori, la sua ex moglie Rita Rusic e l’ex legale di Cecchi Gori, Giovanni Nappi. Siamo nel 1998 quando l’imprenditore acquista presso la Tony Shafran Gallery di New York il Wine of Babylon per 330 mila dollari come dono alla Rusic. Dopo il divorzio Vittorio e sua moglie si sono contesi a lungo la tela, il cui valore intanto ha raggiunto i 4 milioni, e alla fine sembrava aver avuto la meglio la donna.

L’ultima sentenza del tribunale civile di Roma però ribalta tutto: il quadro sarebbe dell’avvocato Giovanni Nappi, storico legale di Gori, che lo avrebbe ricevuto nel 2010 come forma di pagamento, senza però mai averlo visto. Nonostante si parli per ora di Basquiat solamente negli atti, visto che per ora l’opera è astratta, è stato immediato il ricorso di Gori e del suo avvocato, secondo cui se Nappi accettasse incorrerebbe in una sorta di conflitto di interessi. Ovviamente, anche Rita Rusic si è opposta alla consegna dell’opera. Si attendono aggiornamenti sulla vicenda, visto che si parla di un quadro che tutti vogliono, ma che nessuno per ora riesce ad avere.