Giulietta zombie, un amore contrastato tra horror e ironia

Il graphic novel sceneggiato da Angelini e disegnato da Iacobelli rilegge l’avversata relazione al centro della tragedia shakespeariana

La più grande storia di sempre mai raccontata rivive in un graphic novel sceneggiato da Jacopo Angelini e disegnato da Chiara Iacobelli. Pubblicata da Fanucci editore, all’interno della collana comics, Giulietta zombie (cartonato, 108 pagine a colori, 17 euro) è la riscrittura a fumetti della più grande storia d’amore mai narrata. Parliamo di Giulietta e Romeo di William Shakespeare. Impossibile nominare l’uno senza l’altro, legati per sempre da un amore inseparabile. Fino all’ultimo respiro. Ma dopo? Cosa potrebbe accadere se, dopo aver assunto il veleno portole da frate Lorenzo, Giulietta si risvegliasse trasformata? Certo, come “non morta”, la giovane innamorata affronterà l’intera Verona per tornare dall’amato Romeo. Ma ne varrà la pena? 

Partiamo dal principio del racconto, contraddistinto da tinte horror/splatter ma anche ironiche. Spiega Angelini: «L’idea nasce da Stefano Santarelli, uno dei nostri due editor (l’altro è Alessandro Ruggieri), che mette insieme la nostra squadra durante l’estate del 2021. La casa editrice aveva bisogno del retelling di un classico teatrale – come già accaduto per il graphic novel La caduta di Macbeth – ed è qui che entriamo in gioco io e Chiara. La passione che nutriamo per Romeo e Giulietta ci ha permesso di essere scelti per raccontare la nostra versione. Da lì, ci siamo conosciuti e abbiamo cominciato a lavorare ogni giorno insieme, in un continuo scambio di idee. L’impegno è stato intenso, ma vedere poi stampato il frutto degli sforzi collettivi è stato un momento di grande gioia». 

Sulla stessa scia, Iacobelli: «Come ha detto Jacopo, Giulietta zombie nasce proprio nell’ottica di cercare una narrazione alternativa ed originale rispetto alla tragedia shakespeariana; un compito non facilissimo, tra l’altro, viste le numerose rivisitazioni che ne sono state date nel tempo. Insieme abbiamo lavorato tanto, concentrandoci sulla caratterizzazione e lo sviluppo dei personaggi. In particolare volevamo valorizzare le figure secondarie, come la balia e frate Lorenzo, che molto spesso erano state trattate come “di contorno” rispetto a Romeo e Giulietta. Abbiamo quindi fatto molta ricerca e schizzi, cercando di mescolare l’iconografia tradizionale di questi personaggi con elementi più pop e moderni, mantenendo però un’ambientazione tipicamente rinascimentale». 

Un lavoro a quattro mani che è durato poco meno di un anno, quindi assai impegnativo. Fermo restando, riprende la disegnatrice, «che l’organizzazione del lavoro è stata molto semplice e fluida, forse perché ci siamo relazionati costantemente durante le varie fasi di sviluppo del graphic novel. Jacopo aveva scritto l’intera sceneggiatura già quando ci eravamo sentiti la prima volta, quindi abbiamo parlato del tono da dare al volume. Siamo partiti prima con lo studio dei personaggi e poi abbiamo lavorato sulle tavole, dividendo l’intera storia in blocchi di 10/15 pagine. Questo ci ha permesso di concentrarci sui vari momenti narrativi e di correggere o modificare tutto quello che non funzionava, o che semplicemente non ci convinceva».

Una «fantastica alchimia», la descrive Angelini, che poi precisa: «Io scrivevo e Chiara disegnava, certo, ma entrambi abbiamo contribuito a costruire la storia senza preoccuparci troppo di rispettare ciascuno il proprio ruolo». Quindi entrambi descrivono la vera protagonista di questa storia: Giulietta. «Doveva essere un personaggio forte – incalza Iacobelli –, e di fatto passa dall’essere la ragazza e figlia perfetta e obbediente, al diventare una donna indipendente e sicura di sé e delle sue capacità. Nel disegnarla ho cercato di trasmettere questa evoluzione, pensando alle difficoltà che ognuno di noi deve affrontare per imparare a prendere consapevolezza dei proprio punti di forza e delle proprie capacità, imparando anche ad accettarsi nonostante i vari difetti». 

Rincara Angelini: «La Giulietta che raccontiamo crede di essere un mostro. Come credono di essere mostri tutti gli adolescenti, che percepiscono sé stessi e i loro corpi come sbagliati. Nulla di più falso. Nel mostro, e quindi nella nostra Giulietta zombie, si nasconde un’unicità e un bisogno di autodeterminazione. Il nostro racconto, infatti, è una storia che in primo luogo punta a far divertire lettrici e lettori, ma che poi vuole anche ricordare che nessuno di noi ha bisogno di dipendere da altri per trovare la propria identità ed essere felice».

Info: www.fanucci.it