Axel Gouala, interferenze visive e corrispondenze ibride

Gli oggetti si trasformano pur rimanendo se stessi grazie al gesto ironico dell’artista, finalista della sedicesime edizione del Talent Prize

Al tempo stesso scultore, disegnatore e incisore, Axel Gouala ama utilizzare, nella sua pratica, materiali e tecniche eterogenei dando vita a creazioni che innescano una profonda empatia con il pubblico. L’arte di Gouala prende le mosse dal reale e dal quotidiano per condurci in un mondo fatto di possibilità, rarefatto e denso di simboli. Il risultato sono opere che sfidano le convenzioni, invitando il pubblico a riflettere sulla loro essenza, creazioni che veicolano messaggi densi di significato senza mettere per questo da parte ironia e leggerezza. «Una componente importante che attraversa il mio lavoro  – racconta l’artista  – è il desiderio di condividere idee attraverso la derisione». 

FINALIST WORK & FONDAZIONE CULTURA E ARTE SPECIAL AWARD / INTERNATIONAL – Cathédrale, Falaise, installation view, Kunst-Raum Riehen, 2022

Diplomatosi all’Accademia delle Belle Arti di Strasburgo, Gouala ha avuto un percorso formativo, intriso di un profondo legame con le tradizioni artigianali: «Non esito – precisa l’artista – a riferirmi alle arti artigianali ma non ho l’intenzione di creare una dicotomia tra pratica artigianale e industriale». Le due anime coesistono nei suoi lavori e questa caratteristica si riflette chiaramente nelle opere di Gouala, che spesso si lascia guidare dai materiali stessi, dalle loro forme e peculiarità, per trasformarne sia l’aspetto estetico sia la funzione pratica degli oggetti. Il processo creativo dell’artista si articola in diverse fasi: «Sono mosso da uno sguardo creativo che contamina gli oggetti che mi circondano; mi lascio ispirare da essi come se fossero compagni di vita». 

Gouala cerca di estrarre l’oggetto dal suo contesto specifico, concentrandosi sulle caratteristiche più generiche e spesso standardizzate, quelle che, come afferma, «l’osservatore conserva nella propria mente» come le peculiarità più rilevanti dal punto di vista estetico. Le opere dell’artista ci immergono in un universo effimero e fantastico, in cui ogni elemento viene reinterpretato e decontestualizzato. L’onda non è più nel mare; la montagna non è più nella catena: attraverso interventi all’apparenza piuttosto semplici, gli oggetti vengono profondamente modificati, pur rimanendo del tutto riconoscibili. In un processo simile a quello di un vero e proprio collage un’aspirapolvere si trasforma in una palma, come avviene nell’opera Totem-Voyage. Le interferenze visive tra i due oggetti conducono la mente degli spettatori in direzioni molto diverse, verso suggestioni che si allontanano dalla fisicità degli stessi se non per la loro collocazione nello spazio: «Mi diverto a esacerbare questi legami applicandoli in disegni e sculture ibridi in cui i mondi si mescolano e dove l’integrità si fonde». L’artista sottolinea nella sua ricerca che il suo riferimento alla quotidianità non mira semplicemente a mettere in luce la sua drammaticità, ma piuttosto a smantellare le sue convenzioni predefinite e a trasformare le apparenze attraverso un giocoso gesto artistico. 

A Tooth for an Eye, exhibition view, Kunsthalle Basel, 2018, photo Philipp Hänger

Nel suo intento non c’è pretesa di delineare una rappresentazione esaustiva della vita umana, Gouala indirizza la sua arte a farsi specchio della quotidianità, delle ansie e dello stress che permeano la vita di tutti i giorni. Da Michel Gondry a Spike Jonze, da Roman Signer a Francis Alÿs: i riferimenti artistici di Gouala non sono casuali: «A questi artisti – spiega – mi ritengo vicino proprio per la capacità che hanno di comunicare il senso delle loro opere con un’ironia molto marcata».

Falaise è un’opera site-specific che cattura l’immagine di pareti rocciose plasmate da mattoni scolpiti. Questa fusione di costruzione e decostruzione enfatizza le qualità plastiche del materiale, creando un fluire armonioso con il soggetto. Il mattone, originando dalla terra stessa, diventa protagonista. Falaise si configura sia come paesaggio che come rovina ma è anche una visione di viaggio, un intreccio di paesaggi mediterranei, coste bretoni e montagne del Sichuan. L’idea nasce dalla materia stessa, il mattone alveolare, osservato durante i miei viaggi in America, Asia, Cina e Africa. Questo materiale estratto dalla terra crea un ciclo creativo: dall’estrazione nasce un negativo, che io trasformo in positivo e poi nuovamente in negativo. Inizialmente concepito come un modello, è poi stato realizzato su larga scala. Falaise è un’ode alla connessione tra materia e terra, un viaggio ciclico che prende forma attraverso l’arte.