Addio a Vera Molnár, pioniera dell’arte digitale

Pioniera della computer art e dell’arte generativa, Vera Molnár è morta il 7 dicembre, a 99 anni, in Francia, dove risiedeva da molti anni. Dai primi linguaggi classici di programmazione, come Fortran e Basic, ai recentissimi NFT, Molnár ha sempre seguito con grande sensibilità le evoluzioni della tecnologia, considerando le possibilità espressive e poetiche del digitale. Attualmente è visitabile una sua mostra a Roma, all’Accademia d’Ungheria, curata da Francesca Franco, responsabile della precedente mostra di Molnár in Italia, Icône 2020, alla Biennale di Venezia nel 2022.

Vera Molnár ha contribuito in modo straordinario all’arte contemporanea attraverso la sua pionieristica esplorazione dell’intersezione tra arte e tecnologia, in particolare utilizzando il computer come strumento creativo. La sua opera offre una prospettiva unica sull’evoluzione dell’espressione artistica nell’era digitale, ridefinendo il concetto stesso di creazione artistica. Sfruttando algoritmi e processi computazionali per generare opere d’arte che vanno oltre i limiti della mano umana, Molnár ha introdotto un elemento di casualità controllata e complessità, sfidando le convenzioni artistiche tradizionali.

A partire dagli anni ’60 Molnár ha abbracciato la capacità del computer di eseguire calcoli complessi e ripetitivi, aprendo nuove vie creative e abbracciando la collaborazione con la tecnologia. L’utilizzo del computer come estensione della sua creatività le ha permesso di esplorare concetti come l’ordine e il disordine in modi precedentemente inimmaginabili, evidenziando la bellezza dell’imprevedibilità generata dagli algoritmi e portando l’arte in una dimensione dinamica e in continua evoluzione. La sua capacità di utilizzare il computer come strumento per amplificare la creatività ha plasmato il panorama dell’arte contemporanea, dimostrando che l’algoritmo può essere una forma d’arte tanto quanto la pennellata o la scultura tradizionale. La sua carriera non solo ha segnato una pietra miliare nell’evoluzione dell’arte contemporanea, ma continua a risplendere e ispirare le generazioni presenti e future.

Molnár incarna la sinergia tra creatività umana e potenzialità computazionali, aprendo porte verso un regno ancora poco esplorato ma essenziale nell’epoca digitale. Il suo contributo va oltre la creazione di opere visivamente affascinanti; è un invito a esplorare i confini della creatività in un mondo sempre più interconnesso e tecnologicamente avanzato. Vera Molnár non solo testimonia la storia dell’arte digitale, ma con la sua energia inesauribile dimostra che l’innovazione e la ricerca artistica possono prosperare indipendentemente dall’età nel cuore di un campo in costante evoluzione.

Nata nel 1924 a Budapest, Vera Molnár è una delle pioniere dell’arte digitale e algoritmica. Formatasi come artista tradizionale, ha studiato storia dell’arte ed estetica all’Accademia di Belle Arti di Budapest. Ha cominciato a creare immagini combinatorie di ispirazione costruttivista fin dal 1959. Nel 1968 ha intrapreso le prime elaborazioni di immagini tramite il computer realizzando dipinti algoritmici basati su semplici temi e forme geometriche. Le prime opere astratte di Molnár risalgono al 1946 e presentano forme geometriche sistematicamente determinate dalla combinazione di calcoli e dall’applicazione di regole e di aspetti “random”. Nel 1947 riceve una borsa di studio per artisti a Roma a Villa Giulia, e poco dopo si trasferisce in Francia, dove attualmente risiede. Alla fine degli anni Sessanta ha avuto accesso a un computer in un laboratorio di ricerca a Parigi e ha iniziato a imparare linguaggi di programmazione come Fortran e Basic.

È stata co-fondatrice di diversi gruppi di ricerca di artisti come GRAV, che indaga gli approcci collaborativi dell’arte meccanica e cinetica, e Art et Informatique, con particolare attenzione all’arte e all’informatica. Nel 1968 ha iniziato a creare disegni plotter e dipinti algoritmici basati su semplici temi geometrici. Dagli anni Novanta il suo lavoro è stato presentato in importanti mostre personali e collettive internazionali e fa parte delle collezioni del Museum of Modern Art (MoMA NYC), del Victoria & Albert Museum e del Centre Pompidou. Nel 2005 ha ricevuto il primo premio alla carriera “d.velop digital art award [ddaa]”. Nel 2022 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia con la mostra Vera Molnár: Icône 2020, curata da Francesca Franco, e nella mostra Il Latte dei sogni curata da Cecilia Alemani. Nel 2018 ha vinto l’AWARE Outstanding Merit Award (AWARE Prix d’Honneur), un premio creato dal Ministero della Cultura francese che riconosce le figure femminili di spicco del mondo della cultura. Nel 2022 ha ricevuto il secondo premio alla carriera, “SIGGRAPH Lifetime Achievement Award”. 

Nel 2023 ha prodotto una serie di NFT. Intitolata Themes and Variations, la serie era una raccolta di 500 opere d’arte generative coniate su block-chain, che univano la sua pratica decennale nell’arte digitale e il boom degli NFT.