Rubato e recuperato fuori da un bagno pubblico, un dipinto di Van Gogh torna in mostra alla Royal Academy

Il furto risale al 27 aprile 2003: tre opere di Van Gogh, Gauguin e Picasso rubate dalla galleria Whitworth di Manchester. 20 anni dopo ancora nessun colpevole

Furti d’arte e misteri irrisolti. Sembra la trama di un film ma non è così. Al centro di una mostra alla Royal Academy di Londra, un’apparentemente innocuo dipinto di Van Gogh rivela una storia che ha dell’incredibile, avvolta ancora dal mistero. Per capirci di più dobbiamo riavvolgere il nastro a vent’anni fa: è il 27 aprile 2003, la Galleria Whitworth di Manchester viene svaligiata nelle primissime ore dell’alba e spariscono tre dipinti. Insieme a Le fortificazioni di Parigi con case di Van Gogh (estate 1887) c’erano Paesaggio tahitiano di Paul Gauguin (1891-93) e Povertà di Pablo Picasso (1903). Niente, non si trovano più, almeno fino al giorno dopo, il 28 aprile, quando a seguito di una soffiata telefonica, le opere furono recuperate in un bagno pubblico di un piccolo parco, a 200 metri di distanza. Una storia a lieto fine, pare, ma vent’anni dopo, ancora nessuno è stato accusato di furto.

Il ladro (o i ladri) avevano sequestrato di notte le opere dalle pareti della galleria e staccato i fragili acquerelli dalle loro cornici. Sono stati poi arrotolati in un tubo di cartone e successivamente abbandonati, nei bagni del parco vicino, accanto a foglie e rifiuti fradici. La polizia ha riferito che il ladro aveva aggirato il sistema di sicurezza della galleria, suggerendo che l’incidente sarebbe potuto trattarsi di un “lavoro interno”. Insieme ai dipinti recuperati c’era una nota in cui si precisava che “l’intenzione non era quella di rubare ma solo per evidenziarne la triste sicurezza”.
Fortunatamente i danni non furono molto gravi: l’acquerello è stato restaurato pochi mesi dopo il furto e il danno è ormai difficilmente visibile a occhio nudo. Oggi è esposto a Londra nella mostra Impressionists on Paper: Degas to Toulouse-Lautrec (fino al 10 marzo 2024).

Resta un mistero se il furto sia stato commesso da qualcuno che voleva davvero attirare l’attenzione sui punti deboli della sicurezza o se si è subito reso conto che sarebbe stato difficile smaltire le opere. È anche possibile che avessero un rimorso di coscienza. Qualunque cosa fosse, la sicurezza è stata immediatamente migliorata al Whitworth ed è ora alla pari con quella dei musei nazionali.