Fiamme a Castel Gandolfo, sono in corso valutazioni per stimare i danni

Stando a quanto affermato dal portavoce della Santa Sede i danni interesserebbero soltanto la tappezzeria e non le opere d'arte

Sono ancora da stimare i danni causati da un incendio scoppiato al Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, che è stato per decenni la residenza estiva dei pontefici, da Paolo VI fino a Ratzinger. Trasformato più recentemente in museo, il Palazzo contiene attualmente opere d’arte di immenso valore artistico. Probabilmente causate da un corto circuito dell’impianto di condizionamento, come ha spiegato il portavoce della Santa Sede Matteo Bruni, le fiamme hanno in particolar modo colpito il secondo piano, estendendosi nelle sale che proprio ospitano quadri, tappezzerie e opere antiche.

Le sale del piano nobile sono disposte secondo l’ordine gerarchico del cerimoniale vaticano: la prima è dedicata al corpo di guardia vaticano, poi c’è quella dei Palafrenieri e quella dei Camerieri di Cappa e Spada. Una delle più antiche stanze del palazzo è la Cappella Papale di Urbano VIII,  affrescata da Simone Lagi e stuccata dai fratelli Zuccari. A Castel Gandolfo sono anche custoditi capolavori notevoli, quali un altorilievo con la “Deposizione dalla Croce” e una Madonna settecentesca di Domenico Corvi, quadri di Bartolomé Esteban Murillo e Guido Reni, oltre a documenti preziosi, come la copia della bolla del concordato di Fontainbleau del 1801.

Stando a quanto affermato da Bruni è andata perduta gran parte della tappezzeria in una delle sale ma non si registrano importanti danni ai dipinti, mentre il Messaggero parla di un incendio devastante che ha danneggiato anche quadri e soffitti. Al momento sono in corso valutazioni per fare un bilancio complessivo dei danni e stimare i restauri delle sale interessate dall’incendio.