Triennale Milano e Fondation Cartier insieme per Siamo Foresta. La parola a Grazia Quaroni

Siamo Foresta: «Una grande sinergia che si trasforma in energia», l'intervista alla direttrice delle collezioni di Fondation Cartier

Figura di spicco nell’arte contemporanea, Grazia Quaroni è la direttrice delle collezioni di Fondation Cartier pour l’art contemporain. Impegnata nella promozione di artisti provenienti da tutto il mondo, il suo approccio curatoriale è volto a rendere l’arte accessibile a un pubblico più vasto, stimolando riflessioni su tematiche attuali e universali. Il suo impegno per la collaborazione tra istituzioni culturali la rende una delle protagoniste della partnernship tra la Fondation Cartier e Triennale Milano. La mostra Siamo Foresta, inaugurata il 22 giugno 2023 nella sede della Triennale, è uno dei tanti esempi di collaborazione culturale tra le due istituzioni.

Unite dal desiderio di sviluppare un programma artistico che rifletta le urgenze politiche, filosofiche e ambientali della contemporaneità, le due istituzioni hanno avviato una partnership nel 2020 basata sulla circolazione di idee. Connesse da valori e interessi comuni, Triennale e Fondation Cartier lavorano alla progettazione di mostre, eventi, workshop e incontri multiculturali, influenzandosi reciprocamente nella programmazione artistica. Come afferma Quaroni: «Non ci sono differenze, solo peculiarità di ciascuna istituzione. C’è una grande sinergia che si trasforma in energia».

Jaider Esbell, Makunaimî cria o espelho universal (Makunaimî creates the universal mirror)2021. Collezione Jaider Esbell Galleria di arte indigena contemporanea. © Jaider Esbell and Jaider Esbell Galleria di arte indigena contemporanea 

Con la direzione artistica dell’antropologo Bruce Albert e del direttore artistico della Fondation Cartier, Hervé Chandès, Siamo Foresta riunisce i lavori di ventisette artisti provenienti principalmente dall’America Latina, alcuni dei quali appartengono a comunità indigene.
Provenienti dalla collezione della Fondation Cartier le opere invadono tra gli spazi di Triennale e invitano il pubblico a entrare all’interno di universi intimi di connessione con la natura e lo spazio sociale racchiuso all’interno della foresta come luogo simbolico di ritrovamento di valori e relazioni.

L’obiettivo del progetto è di ampliare lo spazio dell’arte contemporanea e favorire incontri tra diverse culture e allo stesso tempo promuovere una posizione ambientalista, consapevole dei rischi che la società capitalistica sta affrontando. Questo progetto promuove altresì una visione più complessa di una società le cui identità degli individui sfumano in un dialogo transculturale e interistituzionale. Non a caso, nel corso degli anni la Fondation ha stabilito un rapporto speciale con artisti delle comunità indigene provenienti da tutto il mondo come Huni Kuin e Yanomami dell’Amazzonia, e artisti come Nivaklé e Guarani del Chaco paraguaiano. 

Siamo Foresta, exhibition view, Triennale Milano, 2023, photo Andrea Rossetti

D’altra parte, Triennale Milano fondata negli anni Venti, è un centro culturale in cui arte e design, creatività e tecnologia, tradizione e innovazione si incontrano per promuovere opere di architetti, designer e artisti italiani e internazionali. Come afferma ancora Quaroni: «La Triennale è da sempre in prima linea su architettura, design, arte, ma anche fotografia, cinema e teatro. Siamo felici di contribuire ad arricchire ulteriormente la programmazione culturale dell’istituzione riguardante l’arte contemporanea attraverso proposte che nascono sempre da un dialogo e uno scambio comune. Per la Fondation Cartier è una nuova sfida presentarsi al pubblico milanese, esigente, attento, informato, cosmopolita». Dedicata a costruire rapporti solidi e duraturi con gli artisti da oltre vent’anni, Quaroni spiega come la Triennale Milano, con il suo prezioso spazio architettonico, rappresenti un nuovo passo, una sfida diversa rispetto alla sede parigina della Fondation Cartier, accolta dagli artisti con curiosità ed entusiasmo.

Le due istituzioni sono anche impegnate nell’organizzione di un dinamico public program che coinvolge artisti, critici d’arte, curatori e studiosi. Queste occasioni hanno favorito stimolanti dialoghi su temi artistici e culturali contemporanei, creando un’opportunità unica per approfondire le conoscenze e condividere idee. Attraverso questa sinergia, entrambe le istituzioni hanno ampliato la loro portata e raggiunto un pubblico più vasto, contribuendo alla promozione dell’arte contemporanea e alla diffusione della cultura a livello europeo e mondiale.

Alex Cerveny, Jabuticaba, 2021. Collezione Fondation Cartier pour l’art contemporain /Collection Fondation Cartier pour l’art contemporain  © Alex Cerveny and Renato Parada 


Ad esempio, la mostra Nouveau Musée del 2011, curata dalla Triennale di Milano e ospitata dalla Fondation Cartier, ha presentato una selezione di oggetti di design italiano contemporaneo, offrendo al pubblico parigino l’opportunità di scoprire l’innovazione e la creatività dell’eccellenza italiana. «In questa reciprocità riusciamo a trasferire una passione comune. Il ruolo delle istituzioni culturali oggi è quello di essere una scuola, intercettare i bisogni della contemporaneità e rappresentare creazioni artistiche sempre diverse e innovative. Per questo siamo felici che questa relazione sia così efficace», afferma Carla Morogallo, Direttrice Generale della Triennale di Milano durante la conferenza stampa di Siamo Foresta.

Conclude la curatrice con una visione positiva per il futuro di una collaborazione come questa, basata sulla condivisione sulla trasformazione. «Sono in programma non solo mostre ma anche conferenze, dibattiti, conversazioni e spettacoli sorprendenti della serie Soirées Nomades, in collaborazione con il Teatro di Triennale, altro punto di forza di questa istituzione. In Triennale, grazie agli artisti invitati, si continuerà a parlare tutte le lingue».