Con Paolo Bufalini la memoria familiare incontra l’intelligenza artificiale

Il quinto appuntamento del ciclo Overton Window a cura di Re:humanism porta nella vetrina di Matèria una nuova riflessione sulle memorie sintetiche e sulle immagini generate dall'AI

Prosegue da Matèria il progetto Overton Window, il ciclo espositivo dedicato all’arte digitale e on-chain realizzato in collaborazione con Re. Dal 12 giugno la vetrina dello spazio romano ospiterà double blind, nuova installazione inedita di Paolo Bufalini, quinto appuntamento della rassegna che esplora le trasformazioni del rapporto tra esseri umani e tecnologia. Curato da Re:humanism, il progetto si inserisce all’interno di una riflessione più ampia sulle nuove mitologie del digitale, tra intelligenza artificiale, blockchain e modelli emergenti di produzione artistica. In questo contesto, Bufalini presenta due immagini appartenenti alla serie Rückenfiguren (2024-in corso), sviluppata a partire dal celebre motivo romantico della figura osservata di spalle, rivolta verso un orizzonte enigmatico e irraggiungibile.

A un primo sguardo i due ritratti sembrano fotografie provenienti da un archivio familiare. Solo un’osservazione più attenta rivela la loro natura artificiale: le immagini sono infatti il risultato del riaddestramento di modelli di intelligenza artificiale generativa attraverso fotografie digitalizzate tratte dagli album di famiglia dell’artista. Le tracce del tempo – graffi, polvere, imperfezioni della fotografia amatoriale analogica – vengono assimilate dagli algoritmi e trasformate in un nuovo linguaggio visivo che intreccia memoria privata e immaginario collettivo. L’opera si muove così in una zona di confine tra documento e finzione, tra ricordo e simulazione. Il doppio ritratto alimenta ulteriormente l’ambiguità dell’immagine, spingendola oltre la tradizionale funzione testimoniale della fotografia verso uno spazio in cui rappresentazioni statistiche, credenze condivise e memorie sintetiche si sovrappongono.

Classe 1994, Paolo Bufalini sviluppa una ricerca che attraversa pratiche installative, fotografiche e post-fotografiche, indagando le relazioni tra tecnologia ed esperienza emotiva. Negli ultimi anni il suo lavoro è stato presentato in numerose istituzioni e spazi indipendenti in Italia e all’estero, tra cui Palazzo Ducale di Genova, Museo di Palazzo Collicola a Spoleto, Fabbri-Schenker Projects di Londra e Neverneverland di Amsterdam. Con double blind, Matèria e Re:humanism confermano la vocazione di Overton Window a interrogare criticamente gli strumenti tecnologici contemporanei, offrendo agli artisti uno spazio di sperimentazione capace di mettere in discussione le modalità con cui costruiamo, conserviamo e interpretiamo le immagini del presente.

info: www.materiagallery.com