Stefan Sagmeister Q&A: 4 lezioni per non perdere l’ispirazione

L’art director di fama mondiale si racconta attraverso le risposte alle domande che vengono pubblicate dai suoi follower sul suo blog: il risultato di questa intervista collettiva presenta al pubblico un pensatore che fa della grafica la sua personale via verso la felicità.

Arriva in Italia il volume che presenta la visione creativa di uno di quei nomi che dividono la stanza in cui ci si trova in due blocchi polarizzati: l’addetto ai lavori appassionato della materia, in questo momento parliamo di Graphic design, che sente il bisogno di teatralizzare al massimo l’ammirazione che prova per il suo idolo e quelli che guardano il lampadario per evitare di far notare a qualcuno la loro superficiale ignoranza rispetto all’identità del personaggio in questione. Il colpevole di questo scontro è Stefan Sagmeister, stella polare del graphic design mondiale, vera e propria rockstar dell’universo grafico, autore di copertine di album e manifesti celeberrimi, spesso diventati nel tempo ancora più celebri del loro stesso autore. 

Creativo, designer, imprenditore, artista, filosofo: Sagmeister si racconta in un nuovo volume realizzato da Sartoria Editoriale, a cura di Davide Caglioti, in cui vengono raccolte decine di domande che quotidianamente vengono pubblicate sul blog del graphic designer da parte dei suoi followers. Il ritratto che ne emerge definisce un operatore che ha saputo evolvere una solida visione dell’esistenza, un’esistenza fondata sulla creatività e devota alle soluzioni pratiche che consentono di conservarne il più a lungo possibile il potenziale. 

Tale predisposizione alla riflessione autentica e alla teorizzazione del mindset più adatto per dare sfogo al proprio estro nella maniera più controllata hanno contribuito all’espansione di una popolarità che ha portato Sagmeister a superare la sua personale nicchia, arrivando ad un pubblico maggiormente trasversale: un risultato per nulla scontato data la soltanto recente tendenza a idolatrare figure che fino a pochi decenni fa rischiavano, pur avendo un riconosciuto talento, di trascorrere la loro intera carriera nell’ombra.

Facciamo quindi un passo indietro: da quando il graphic design è stato così fondamentale, tanto da permettere a qualcuno di affermarsi come una star nel proprio genere ?

L’importanza del Graphic design

Il ruolo della grafica gode oggi di una visibilità e un prestigio difficilmente riscontrabile in epoche differenti da quella attuale: le discipline che componevano l’arsenale di un esperto di disegno grafico con l’avvento della comunicazione di massa diventano per la prima volta l’unico mezzo in grado di dare corpo a un design visivo, a cui la semplice parola scritta non poteva più rinunciare. Negli ultimi decenni, tuttavia, il panorama è cambiato significativamente.

Con l’evoluzione dei media, l’aumento della concorrenza aziendale e la crescente importanza dell’immagine di marca, il graphic design ha guadagnato riconoscimento come un’attività cruciale per la comunicazione visiva efficace. L’avvento delle nuove tecnologie ha reso più accessibili strumenti di progettazione e ha aperto nuove opportunità per i designer. Inoltre, l’aumento della consapevolezza dell’importanza dell’aspetto visivo e l’espansione delle industrie creative hanno contribuito a una maggiore popolarità e rilevanza del graphic design nella società odierna. Viviamo in un’era altamente visuale, in cui l’immagine ha un ruolo centrale nella comunicazione e nella cultura. Il graphic design è parte integrante della nostra esperienza quotidiana, dai manifesti pubblicitari alle interfacce digitali. Se sei indispensabile, sarai ovunque.

4 lezioni per non perdere l’ispirazione

Stefan Sagmeister dopo più di due decenni di attività è oggi a capo del suo studio a New York, una fucina creativa in cui prendono vita identità visive per campagne di comunicazione di ogni genere. Il suo nome è legato a doppio filo con il successo musicale di alcune tra le band più importanti del nostro tempo come i Rolling Stones e I Talking Heads, e ancora con leggende come Lou Reeed o David Byrne.

Oggi però la sua attività non si occupa solo di comunicazione nell’industria musicale: lo spettro d’azione del suo studio si è piuttosto direzionato altrove, cercando ispirazione in contesti variegati. Il suoi stile è caratterizzato da un timbro distintivo e provocatorio che spesso combina elementi del design grafico con l’arte concettuale. Sagmeister è noto per la sua abilità nel creare progetti visivamente sorprendenti e coinvolgenti, spesso utilizzando sperimentazioni con i materiali, la tipografia e l’illustrazione. Una caratteristica distintiva del lavoro di Sagmeister è però legata al suo approccio al tempo libero e alla ricerca personale. Ogni sette anni, chiude il suo studio per un anno sabbatico, dedicando quel periodo al lavoro su progetti creativi non commerciali e alla sua crescita personale. avendo quindi trovato nellepagine del libro pubblicato da Sartoria editoriale un’ampia serie di perle di saggezza, abbiamo cercato di sintetizzare in 4 lezioni il contenuto di Stefan Sagmeister Q&A

Rinnovamento e ispirazione: Prendersi un periodo prolungato di pausa dal lavoro consente a Sagmeister di rigenerarsi, rinnovare le energie creative e trovare nuove fonti di ispirazione. Durante il suo anno sabbatico, Sagmeister si immerge in progetti personali, esplora nuove idee e sperimenta con diversi medium. Questa pausa gli consente di allontanarsi dalla routine quotidiana e di sviluppare nuove prospettive e approcci creativi.

Autonomia e libertà creativa: L’anno sabbatico permette a Sagmeister di godere di un periodo di piena autonomia e libertà creativa. Durante questo tempo, può concentrarsi su progetti personali che non sono limitati dalle richieste dei clienti o da vincoli di tempo. Questa libertà gli consente di esplorare le sue passioni e di dedicarsi a progetti che potrebbero non essere possibili durante il suo normale lavoro.

Riflessione e autovalutazione: L’anno sabbatico offre a Sagmeister l’opportunità di riflettere sul suo lavoro passato, valutare i successi e gli insuccessi, e stabilire nuovi obiettivi per il futuro. Durante questo periodo di pausa, può valutare la sua carriera e la direzione in cui si sta dirigendo, e fare eventuali aggiustamenti o cambiamenti necessari.

Benessere e bilanciamento vita-lavoro: La pratica dell’anno sabbatico aiuta Sagmeister a mantenere un equilibrio sano tra vita e lavoro. Gli consente di dedicare del tempo per se stesso, per la sua famiglia e per il suo benessere personale. Questo equilibrio contribuisce a una maggiore produttività e soddisfazione nel lavoro quando ritorna dopo l’anno sabbatico.

Questa pratica ha dimostrato essere una soluzione efficace per alimentare la creatività e migliorare la sua carriera nel lungo termine: l’esperienza personale di Stefan Sagmeister si presta per raggiungere una nuova consapevolezza del proprio modo di vivere, aprendo uno spiraglio di salvezza su quella grande cloaca che è il nostro ritmo di vita attuale. Una saggezza senechiana che mette al primo posto tra tutte le ricchezze il proprio tempo, moneta da salvaguardare per conservare la propria forza creativa e soprattutto la propria libertà. 

Stefan Sagmeister Q&A
a cura di Davide Caglioti
Sartoria Editoriale, 2021
info: postmediabooks.it

Articoli correlati