La ierogamia è una parola che indica un rito religioso diretto a evocare nozze tra esseri divini o tra uomini e creature sovrannaturali. Le fotografie di Angelo Cricchi, esposte da Visionarea ArtSpace mettono in mostra un circuito narrativo che avvolge lo spettatore in un labirinto di colori, miti, riti, allegorie e immagini in omaggio ad alcune gradi figure femminili che in relazione con la natura hanno segnato l’immaginario collettivo. Un rituale di passaggi visivi e tematici in cui il corpo, le metamorfosi, il sacro, il mito e le tracce esoteriche trasformano il bianco della galleria in un bosco, un labirinto metafisico.

Apre, dunque, al pubblico mercoledì 31 maggio, IEROGAMIA – La Guarigione attraverso il Rito e il Mito, la mostra a cura di Gianluca Marziani, aperta fino al 12 settembre 2023, che mette insieme diversi lavori di Cricchi con opere antologiche che qui trovano un loro nuovo e rinnovato tracciato espositivo. Guarigione attraverso il rito, ed è già nella prima sala che la figura di Ildegarda di Bingen – monaca cristiana, scrittrice, mistica e teologa tedesca, venerata come santa dalla Chiesa Cattolica –prende forma attraverso le “imago” di Angelo Cricchi, che ne ripropone poeticamente la vita e il misticismo, ritraendola in forme, luoghi ed età diverse: Ildegarda con ancelle si staglia sul fondo della parete centrale in un bosco oscuro, mentre ai lati Ildegarda bambina e Ildegarda adulta scivolano fuori dal bosco. Sui due lati lunghi si trovano poi due dittici e una sequenza in tre scatti: da una parte le ritualità ierogamiche tra le selve del bosco, messe in relazione “pericolosa” con la figura maschile del mandylion; dall’altra un labirinto sotto un sole mediterraneo. Scrive Gianluca Marziani, curatore della mostra: «Angelo Cricchi ha gradualmente plasmato la sua lunga relazione col corpo umano in un habitat fotografico. L’esperienza nel sistema Moda gli ha dato strumenti d’ingaggio per definire l’azione sublimante del corpo nello spazio funzionale del contesto; al contempo si è formata nella sua retina una vita genomica parallela, un habitat dai fondamenti letterari e filosofici, attinenti alle rivelazioni che le azioni iconografiche determinano. Siamo di fronte ad un artista che ha costruito il suo environment privilegiato, definendo un giardino delle proprie meraviglie, un profumato eden che rivela bellezza ma nasconde veleni pungenti e frutti rossi della discordia primordiale».

La narrazione mistica dell’incontro tra divinità prosegue nel Giardino dell’Eden, installazione sensoriale realizzata da Dylan Tripp, che accompagna quella audiovisiva di The secret life of plants. Santa Cecilia e Santa Veronica, poi, chiudono la seconda sala con un volo nel bianco e nella sensualità metafisica. «Le ierogamie che Angelo Cricchi presenta in questa mostra, materializzandosi in miti e riti curativi che attraversano anche il simbolico del maschile e del femminile, travalicano le narrazioni identitarie delle religioni monoteiste sino a restituire un pluralismo di interregni tra corpo e spirito, tra esperienza sensuale, trascendenza e immanenza, tra natura e cultura», spiega la curatrice e critica d’arte Anna Simone. La mostra si chiude con l’oggetto più arcaico e universale tra i manufatti umani: il vaso in ceramica smaltata, recipiente dal valore pratico e dalle storie infinitamente complesse.



Commenta infine il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, che sostiene in prima linea Visionarea ArtSpace: «Angelo Cricchi è un cultore di storie: egli è attratto dalle idee, dai luoghi, dai corpi, con cui (da ex atleta) ha un rapporto molto naturale, ma soprattutto dai volti. Su questi elementi costruisce le sue opere, che hanno un impianto drammatico, inteso come teatrale, di impronta spiccatamente figurativa e classicheggiante. A lui non interessa riprodurre la realtà: desidera piuttosto creare scenari fantastici, mondi personali e idealizzati, che però non sono mai totalmente finti, ma si collocano piuttosto in perfetto equilibrio tra il reale e l’immaginato. Il tutto elevato da un notevole senso estetico e da un rigore formale che gli derivano, probabilmente, dalla sua precedente esperienza come fotografo di moda».

Angelo Cricchi, IEROGAMIA – La Guarigione attraverso il Rito e il Mito
a cura di Gianluca Marziani
31 maggio – 12 settembre
VISIONAREA Art Space – Auditorium della Conciliazione
Piazza Pia, 1 – Roma


