Basquiat × Warhol a Parigi: un’immersione nella New York degli anni ‘80

La mostra dedicata a Jean-Michel Basquiat e Andy Warhol inaugura alla Fondazione Louis Vuitton con un corpus di opere realizzate a quattro mani dai due artisti

Jean-Michel Basquiat disse di aver lavorato su “un milione di tele” insieme ad Andy Warhol. La realtà si avvicina più ad un corpus di 160 opere realizzate in un brevissimo periodo, dal 1983 al 1985. La grande mostra da poco aperta alla Fondazione Louis Vuitton di Parigi è il risultato di un grande lavoro di ricerca e selezione tra dipinti, fotografie, disegni e oggetti d’archivio che i due artisti hanno realizzato e collezionato nel corso della loro collaborazione. Sviluppata su quattro piani e grazie ai supporti didattici forniti agli spettatori, la mostra si consacra ai due artisti permettendo al pubblico di essere testimone di un così unico dialogo tra due icone della seconda metà del XX secolo.

Michael Halsband, Andy Warhol & Jean-Michel Basquiat #143 New York City, July 10, 1985, 1985, Stampa alla gelatina d’argento, stampa 2022, 152,4 x 121,92 cm, courtesy Michael Halsband

L’incontro fra i due avviene grazie al gallerista e amico comune Bruno Bischofberger nel 1982. La prima testimonianza visiva di questo incontro fu una serie di dipinti realizzati con Francesco Clemente, di cui dieci presenti in mostra in una sezione dedicata alla collaborazione fra i tre artisti. Nelle tele è ancora immediata la comprensione delle parti realizzate dai singoli artisti, come nel caso di Origin of Cotton del 1984, in cui i cupi volti di Clemente vengono sovrastati dalle aggiunte calligrafiche di Basquiat e dagli stencil di Warhol: le ombre diventano una schiera di schiavi nelle piantagioni di cotone, urlanti e sofferenti. In seguito, i due continuarono a lavorare insieme: nella primavera del 1984 Andy Warhol trasferì il suo studio, The Factory, sulla trentatreesima strada, lasciando vuota la vecchia sede. Lo spazio diventò il luogo dove vennero create la maggior parte delle loro tele.

Spesso ispirandosi ad avvenimenti di cronaca, i due riportarono simboli ricorrenti dei loro dipinti precedenti in un connubio armonioso ma allo stesso tempo molto forte visivamente, come si può vedere in Collaboration n. 19: riferendosi ad un incendio avvenuto a New York, Warhol di ispirò ai titoli di giornali del momento incorporando nella tela la scritta “200 trapped” alla quale Basquiat aggiunse due figure distese e due maschere nere. Warhol a quel punto appose la grande scritta rossa “Zenith”, logo della compagnia elettrica americana, alludendo a ipotetiche responsabilità nei confronti dell’incendio. Gli stili molto riconoscibili di due artisti si fondevano quotidianamente: l’intenzione di Warhol era quella di realizzare tele di fronte alle quali lo spettatore non sarebbe stato in grado di distinguere quali parti fossero state realizzate da Basquiat e quali da Warhol. Grazie alle molte citazioni dei due artisti, la mostra permette di toccare con mano la loro relazione, il loro modo di rapportarsi e il loro linguaggio.

Jean-Michel Basquiat e Andy Warhol, Collaboration No. 19, 1984-85, olio, collage, inchiostro serigrafico e vernice polimerica sintetica su tela, 160 x 309 cm, Courtesy Zidoun-Bossuyt Gallery, Luxembourg © The Estate of Jean-Michel Basquiat. Licensed by Artestar, New-York, © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Licensed by ADAGP, Paris 2023

«Andy cominciava la maggior parte dei dipinti. Vi metteva qualcosa di riconoscibile, come il logo di una marca, e io lo sfiguravo. Poi, cercavo di convincerlo a dipingervi ancora sopra», racconta Basquiat. «Prima disegno poi dipingo come Jean-Michel. Penso che le tele che realizziamo insieme siano migliori quando non sappiamo chi ha fatto cosa» dice invece Warhol. Il 10 luglio 1985 il duo viene consacrato da una serie di fotografie realizzate da Michael Halsband per la promozione della mostra in programma per l’ottobre 1985 presso la Galleria Tony Shafrazi di New York. I due si presentano in pantaloncini da box e guantoni e realizzano scatti che passeranno alla storia come rappresentativi della loro collaborazione, a cui la mostra dedica un’intera sala.

Jean-Michel Basquiat, Andy Warhol, Arm and Hammer II, 1984-1985, acrilico, inchiostro serigrafico e olio su tela, 167 x 285 cm, courtesy Collection Bischofberger, Männedorf-Zurich, Suisse, © The Estate of Jean-Michel Basquiat. Licensed by Artestar, New-York, © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Licensed by ADAGP, Paris 2023

Una delle sezioni conclusive della mostra ospita un inquadramento cronologico del rapporto tra i due nella New York degli anni ’80. Locandine, abiti, opere collaborative con altri artisti come Keith Haring, copertine di giornale rimaneggiate da Warhol: tutti elementi che raccontano il fermento culturale e artistico in cui il duo trovò non solo spazio ma anche grande successo. La creazione di un linguaggio visuale comune generò quello che William S. Burroughs definì “La Terza Mente” come testimonia Keith Haring: «a conversation occurring through painting, instead of words», mescolando due menti e creando «a third distinctive and unique mind».

Visitabile fino al 28 agosto, la mostra propone un percorso elaborato e ricco che affronta temi cruciali come l’inserimento della comunità afroamericana nella narrativa americana. Un’America viva e vibrante in cui Jean-Michel Basquiat e Andy Warhol sono stati due “costruttori di icone”.

Jean-Michel Basquiat, Francesco Clemente e Andy Warhol, Origin of Cotton, 1984, olio, acrilico, inchiostro serigrafico e nastro adesivo su tela, 128 x 180.4 cm, courtesy Fondazione Louis Vuitton

Basquiat × Warhol, À Quatre Mains
fino al 28 agosto 2023
Fondation Louis Vuitton – 8 av. du Mahatma Gandhi, Parigi
info : https://www.fondationlouisvuitton.fr/fr