Il cabaret delle muse, una romantica storia d’altri tempi nella cornice del Montmartre

Un graphic novel esilarante e zuccheroso, disegnato e sceneggiato da Gradimir Smudja in pieno stile Belle Époque

Musica avvolgente, can-can a più non posso, vestiti pomposi agitati in ambienti rischiarati a lume di candela. I cabaret parigini hanno contraddistinto un’epoca nel XIX secolo e, ancora oggi, attraggono turisti da ogni angolo del globo in luoghi arcinoti come l’intramontabile Moulin Rouge, il più conosciuto (vocabolo francese che significa “taverna”, il cabaret si diffuse per indicare quei ristoranti o locali della capitale transalpina che offrivano al pubblico spettacoli di intrattenimento con musica e danze). Per vivere quel periodo storico, socioculturale e artistico che ha abbracciato il vecchio continente tra il 1880 e il 1914, in assenza della macchina del tempo val bene una lettura che custodisce, all’interno di un unico volume, i quattro libri della sfiziosa opera a fumetti di Gradimir Smudja, fumettista, pittore e illustratore serbo. 

Pubblicato da Kleiner FlugIl cabaret delle muse (91 pagine a colori, 28 euro) rende una rilettura dell’arte europea nel cruciale momento di passaggio tra Ottocento e Novecento. Siamo nel 1889, quando Montmartre – conosciuto come il quartiere dei pittori, ospita gli artisti di strada, il più antico cabaret, la basilica del Sacro Cuore e tanti ristoranti con i tavolini fuori – non rappresenta soltanto il punto più alto della Ville Lumière, la “città illuminata” popolata da letterati, scrittori, filosofi e politici, ma è in particolare la collina magica de la bohème, «dove le muse volano basse e le stelle sono vicine», come evoca la quarta di copertina di questo volume a fumetti. 

Una vera e propria cartolina a cielo aperto, che è anche il regno di un piccolo, grande artista. Un pittore, che gigioneggia tra vino e cognac, dal nome assai evocativo (Henri de Toulouse-Lautrec), che si reca quotidianamente al Moulin Rouge dopo aver abbandonato la sua agiata e noiosa vita aristocratica proprio per entrare in questo incredibile vortice di arte e festa, dove il divertimento sembra non dover finire mai. 

Un godereccio il nostro (all’anagrafe Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa, si è dimostrato tra i maggiori post-impressionisti nonché il primo artista pubblicitario), di cui la Francia e le sue strade sono il palco prediletto. Una storia riletta da Smudja (classe 1956, vive a Lucca), che – forte del suo incredibile talento di pittore, disegnatore e caricaturista – applica al medium fumetto lo stile dell’artista francese. Accompagnato da tutti i suoi incredibili amici, Henri de Toulouse-Lautrec guida i lettori attraverso il periodo più creativo e sfrenato della Belle Époque. 

Non si tratta solo del pittore in senso stretto; piuttosto, del creatore, poeta graffiante e dello psichiatra dei suoi modelli. È, allo stesso tempo, il regista e l’interprete di questo spettacolo tanto comico quanto tragico (la stessa vita non lo è?): Il cabaret delle muse. Così, se Montmartre rappresenta il regno del pittore, il Moulin Rouge, cuore pulsante del mondo artistico, letterario e festaiolo, è il giardino in cui questo piccolo grande uomo gironzola, una notte dopo l’altra, in continua ricerca di ebrezza e sottane (“per le vostre gambe darei una stalla piena di cavalli da corsa”). Gli basterà però una serata distante da questo luogo incantevole, per innamorarsi perdutamente di una fanciulla, che salva da un’aggressione, all’oscuro che sarebbe caduto vittima del suo fascino. Scritto, sceneggiato, disegnato e colorato da Smudja, tradotto da Elise Brunot, Il cabaret delle muse è un graphic novel esilarante e zuccheroso, da gustare pagina dopo pagina, senza fretta. Sposando appieno il leitmotiv di Henri de Toulouse-Lautrec, secondo cui “in questo mondo, solo le meraviglie non sono noiose”.

Info: kleinerflug.com