Creature, il pluripremiato Shaun Tan tra quadri, disegni e riflessioni

Uno spaccato originale del fascino infinito degli esseri immaginati e non umani e di quanto potrebbero rivelarci sui cosiddetti umani normali

«Una creatura senza nome troverà sempre il proprio significato». La frase in quarta di copertina dell’ultima fatica artistica di Shaun TanCreature (Tunué, 224 pagine, 29 euro), sintetizza al meglio il significato di questo corposo volume illustrato. Un lavoro nel quale l’autore elargisce, senza risparmiarsi, uno spaccato ironico e originale del fascino infinito degli esseri immaginati e non umani e di quanto potrebbero rivelarci sui cosiddetti «umani normali». Il geniale Tim Burton ha affermato che «le storie sono i nostri sogni, e i nostri sogni sono la nostra vita». E quante ce ne sono di storie in questo libro, raccontate dallo stesso artista, tra i narratori visuali più acclamati e considerati al mondo, che esplicita il fascino insito nelle sue opere attraverso una serie di dipinti e disegni inediti e indipendenti (realizzati dal 1995 al 2021), accompagnati da suoi commenti che guidano il lettore.

Pescando dalla venticinquennale carriera del maestro cresciuto a Perth, nell’Australia occidentale – ha iniziato il suo percorso professionale curando i disegni in romanzi di fantascienza e libri horror per giovanissimi – Creature indaga l’ossessione centrale dell’autore (che è anche pittore, grafico e regista) per gli esseri immaginari. Oltre alla presenza degli schizzi per opere visionarie come L’approdo, che ha ottenuto un importante successo a livello internazionale, assicurandosi più di un riconoscimento tra cui miglior libro al Festival International de la bande dessinée d’Angoulême (2008), questo libro illustrato può essere definito come una minuziosa raccolta di saggi, nel quale vengono dispensati una serie di preziosi suggerimenti per disegnatori e scrittori sia navigati sia alle prime armi. 

Dagli scarabocchi casuali agli studiati dipinti a olio, Creature custodisce illustrazioni autonome, ciascuna delle quali risuona di racconti non scritti. Adatto a chiunque, insomma, sia interessato ad attraversare le più profonde correnti della creatività, ma anche del mito dal forte potere evocativo e della metafora quale figura retorica per eccellenza. Per trarre ispirazione e, perché no, poter ispirare. Nella postfazione, l’eclettico Shaun Tan – che nel 2011 ha vinto il premio Oscar con il corto d’animazione The lost thing – riconosce: «Cerco di non mettere i miei pensieri nella mente di una creatura. Trattengo le parole, che è una delle ragioni per cui i miei personaggi spesso non hanno una bocca e i titoli sono sobri». Niente di più vero. Una creatura ottimamente disegnata è in grado, in totale tranquillità, di trovare la propria voce ed esistenza puntando esclusivamente sugli sguardi e sulle interazioni. 

Quasi tutte le opere contenute in Creature – non solo quadri e disegni, ma anche intime riflessioni – sono state realizzate con pastelli, matite, acrilici e olio su carta, tela e cartone. Oggi il maestro australiano, figlio di malesi emigrati negli anni Sessanta, vive felicemente a Melbourne con sua moglie, due figli, un pappagallo, alcuni pesci ed eleganti insetti stecco. Un mosaico variegato, caldo e accogliente, proprio come le sue opere. Nelle quali, ieri come oggi, Shaun Tan continua a ricercare «quella cosa strana e profonda che non hai mai saputo nascosta nella tua immaginazione, e scoprire che aspetto ha, lasciandola uscire».

Info: www.tunue.com