Marlene Dumas a Palazzo Grassi con la mostra “open-end”

Palazzo Grassi presenta la prima personale in Italia di Marlene Dumas, con un lavoro spesso dedicato alla rappresentazione della figura umana

La dirompenza delle opere di Marlene Dumas esposte a Palazzo Grassi sembra quasi non riuscire ad essere contenuta dentro i bellissimi corridoi dell’edificio veneziano. La mostra open-end curata da Caroline Bourgeois e dall’artista stessa, presenta più di cento opere allestite su entrambi i piani dell’edificio, alcune delle quali inedite e altre provenienti dalla Collezione Pinault, da musei e da collezioni private.                        

Marlene Dumas, Betrayal, 1994, Private collection. Courtesy David Zwirner, New York. Installation view, Marlene Dumas. open-end at Palazzo Grassi, 2022.
Photo Marco Cappelletti con Filippo Rossi © Palazzo Grassi © Marlene Dumas. 

Il percorso espositivo presenta quindi il lavoro dell’artista che va dal 1984 in poi e la produzione recente, si tratta anche di alcune opere realizzate per questa personale. L’esposizione che è composta da opere di formati davvero differenti come ad esempio Mamma Roma tela di 30×24 centimetri (sala 17) e The Visitor tela di 180×300 centimetri (sala 5), è attraversata da una tensione che coinvolge direttamente lo spazio, si lega alle opere esposte e ricade inevitabilmente sugli osservatori che sono così costretti a sottostare ad un ritmo poetico incalzante che poi si placa, ma che piega tutta l’attenzione su di esso.                                                          L’artista nata nel 1953 a Città del Capo, dove è cresciuta e ha studiato arte durante il regime dell’apartheid, affronta con forza temi attuali e complessi quali l’amore in ogni sua declinazione, la sofferenza, la questione razziale, la vita e la morte. Il suo lavoro che trae ispirazione dalla poesia e che cattura immagini dai giornali e dai film si concentra da sempre sulla figura umana ed inevitabilmente legato al suo vissuto personale, alle tracce del suo passato e del suo presente che vengono mescolate al medium pittorico.                                       

Marlene Dumas, (from left to right) iPhone, 2018, Courtesy David Zwirner, Alien, 2017, Pinault Collection, Spring, 2017, Private collection. Courtesy David Zwirner, Amazon, 2016, Private collection, Switzerland. Installation view, Marlene Dumas. open-end at Palazzo Grassi, 2022.
Photo Marco Cappelletti con Filippo Rossi © Palazzo Grassi © Marlene Dumas.

Tuttavia, quello che più attrae non è la straordinaria resa estetica del lavoro ma l’evidente sincerità con cui Dumas costruire le opere: si percepisce chiaramente il sentimento e la necessità con cui le realizza, come se il gesto creativo serva ad avvicinarsi e analizzare quello che accade e che quotidianamente la colpisce. Ecco che la pittura che smette di essere illusione o rappresentazione diventa la vita stessa e i soggetti rappresentati, spogliati da ogni orpello, si presentano come cruda realtà.

Marlene Dumas, (from left to right) Mamma Roma, 2012, Pinault Collection, Pasolini, 2012, Pasolini’s Mother, 2012, Collection of the artist.
Installation view, Marlene Dumas. open-end at Palazzo Grassi, 2022.
Photo Marco Cappelletti con Filippo Rossi © Palazzo Grassi © Marlene Dumas.

La pittura dell’artista che non ostenta costruzioni pittoriche ma che sembra quasi annullarle, semplifica magistralmente i segni tanto da renderli essenziali e canalizzare la nostra attenzione sul confronto diretto con quello che sta al di là della pittura stessa.                                                                                                              La fruizione della mostra è accompagnata da un interessante progetto editoriale composto da una guida cartacea realizzata grazie alla collaborazione di Jolie Leeuwen, Roger Willems e Marlene Dumas, che presenta testi e impressioni raccolti e scritti dall’artista stessa e da un podcast composto da due episodi. Mentre Dumas sembra voler sussurrare all’orecchio dei visitatori e accompagnarli durante la visita a loro volta i fruitori, possono accostarsi da vicino al mondo più personale dell’artista.                                               

Marlene Dumas, (from left to right) Red Moon, 2007, De Ying Foundation, The Visitor, 1995, Private collection. Installation view, Marlene Dumas. open-end at Palazzo Grassi, 2022.
Photo Marco Cappelletti con Filippo Rossi © Palazzo Grassi © Marlene Dumas.

Marlene Dumas, open-end
a cura di Caroline Bourgeois e Marlene Dumas
fino all’8 gennaio 2023
Palazzo Grassi – via San Samuele 3231, Venezia
info: palazzograssi.it

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