Verso i nuovi orizzonti dell’ignoto: Luigi Fassi, Direttore di Artissima, ci regala una fiera che riaccende il desiderio perduto per il futuro

Luigi Fassi presenta il programma della fiera, che incoraggia ad avere fiducia nell’innovazione e nel cambiamento

Ci siamo quasi, Artissima, la fiera d’arte contemporanea per antonomasia, è alle porte. Questa 29esima edizione, di cui è stato appena presentato il programma, è la prima diretta da Luigi Fassi e sarà visitabile dal pubblico dal 4 al 6 novembre negli spazi dell’Oval-Lingotto Fiere Torino che accoglieranno le quattro sezioni – Main Section, New Entries, Monologue/Dialogue e Art Spaces & Editions – e le tre sezioni curate – Disegni, Present Future e Back to the Future – con la partecipazione di 174 gallerie italiane e internazionali di cui 35 progetti monografici. Come già annunciato prima dell’estate, il tema cardine della fiera quest’anno si fonda sulle esperienze trasformative, sulle sfide dell’ignoto che ci aiutano a immaginare un futuro dalle mille opportunità anziché prefigurare un distopico avvenire. Dopo tante rassegne dirette al pessimismo, Artissima decide in modo coraggioso di proiettarsi verso quel futuro zittito dall’estremo presente che da anni ci ingabbia. «Chi nella propria vita sceglie l’incontro con l’arte in tutte le sue forme rivelative – spiega il direttore Luigi Fassi – è già abituato all’esperienza arricchente dell’ignoto, ad avere fiducia nell’innovazione e nel potenziale del proprio cambiamento personale». Non resta che iniziare il countdown per l’inizio della fiera ma ci piacciono già le premesse.

Luigi Fassi, Artissima 2022 Director © Giorgio Perottino / Artissima

Trasformative experience è il titolo preso in prestito dal libro della filosofa Laurie Anne Paul, una riflessione sul cambiamento personale e collettivo, inteso come azione in grado di portarci verso nuovi orizzonti. Com’è cambiato il mondo dell’arte in questi ultimi anni? Quali trasformazioni ha messo in atto?

Il mondo dell’arte nel suo insieme ha visto in questi ultimi anni cambiare le proprie regole, le modalità di scambio e di interazione informativa tra operatori e appassionati, navigando verso molteplici orizzonti di trasformazione. È tuttavia rimasta più che mai viva e bruciante l’urgenza di incontro e di relazione immediata, dettata dalla volontà di conoscere e vivere in tempo reale l’esperienza dell’arte e di continuare ad apprendere quanto di nuovo sta emergendo sulla scena presente. Il tema di come tutti noi viviamo nelle nostre vite l’insorgenza di esperienze trasformative è l’ispirazione centrale dell’edizione di Artissima 2022. Un’esperienza trasformativa è quella che apre nuovi orizzonti ai nostri sensi, ai nostri pensieri e alle nostre emozioni, sino a poterci cambiare in profondità come persone. La filosofa contemporanea americana Laurie Anne Paul nel suo libro Transformative Experience (2014) sostiene che le esperienze personalmente trasformative sono quelle che non possiamo in alcun modo anticipare o prefigurare razionalmente, perché nulla può sostituirne il vivo manifestarsi come rivelazione di un territorio a noi ancora sconosciuto.

All’orizzonte di questa esperienza trasformativa c’è l’ignoto, un tema che quest’anno è anche il fil rouge della mostra della Triennale di Milano. Questa prospettiva apre davanti a noi una serie di possibilità inaspettate. Come trasmettere questo messaggio a una società che ha paura dell’ignoto e, anzi, è alla ricerca di certezze e stabilità?

Il tema di Artissima 2022 estende la riflessione di Laurie Anne Paul sino a includere l’arte nelle esperienze trasformative. Chi nella propria vita sceglie l’incontro con l’arte in tutte le sue forme rivelative è già abituato all’esperienza arricchente dell’ignoto, ad avere fiducia nell’innovazione e nel potenziale del proprio cambiamento personale. Il calcolo razionale, ribadisce Paul, ed è una tesi dirompente quanto affascinante, non è in grado da solo di aprirci all’accoglienza dell’inatteso, anche quando questo detiene un potenziale di grande positività. Occorre dunque accendere la dimensione del desiderio, ovvero desiderare conoscere cosa diventeremo attraverso le scelte trasformative che sapremo affrontare. Riflettendoci, penso possiamo riconoscere come quest’ultimo punto sia decisivo tanto nelle nostre vite personali che in quelle professionali, e l’arte, come detto, può essere una chiave privilegiata di accesso per imparare a conoscere l’ignoto sino a desiderarlo.

FIONDA/Artissima

Torino=Artissima ormai per molti che lavorano nel mondo dell’arte contemporanea. Cosa ha dato la fiera alla città e cosa la città ha dato alla fiera in questi anni?

Artissima è stata ed è un potente motore di internazionalizzazione al servizio di Torino, del Piemonte e del Paese. In quei giorni la città accoglie un pubblico molto selezionato di operatori professionali dell’arte, collezionisti e anche giornalisti che decidono di includere Torino nella loro agenda grazie alla fiera. Negli anni, grazie al lavoro di tanti, la relazione tra Artissima e Torino è poi cresciuta in termini pienamente sinergici, mediante una porosità operativa che produce un interscambio virtuoso e continuo tra la fiera, le istituzioni cittadine e il territorio del Piemonte. Si è sviluppato un network territoriale che ha fatto scuola e oggi chi viene ad Artissima percepisce la fiera come un’esperienza esplorativa su più ambiti, dall’arte al turismo culturale sino alla cultura enogastronomica.

Quest’anno, grazie al dialogo con la Fondazione Torino Musei a cui Artissima afferisce, con il Main Partner Intesa Sanpaolo, e il Gruppo UNA, la fiera si espande in città con tre progetti curati su invito. GAM, Palazzo Madama e MAO ospiteranno tre installazioni sonore di Riccardo Benassi, Darren Bader e Charwei Tsai; la sala immersiva delle nuove Gallerie d’Italia Torino sarà la sede di Collective Individuals, una rassegna di opere video a cura di Leonardo Bigazzi che intende offrire uno sguardo sulle contraddizioni del presente e sul nostro ruolo all’interno di una società sempre più polarizzata; infine il magico Salone delle Festedell’hotel Principi di Piemonte | UNA Esperienze ospiterà un nuovo progetto espositivo dell’artista Diego Cibelli dal titoloTempo rizomatico.

Luigi Fassi, Artissima 2022 Director © Giorgio Perottino / Artissima

A proposito di ignoto, prima che inizi Artissima affronteremo lo scoglio delle elezioni. Senza entrare nel vivo dell’argomento, quali dinamiche si stanno prefigurando per il mondo della cultura? Prevedibili? Ignote?

Attenderemo l’esito delle elezioni, nell’auspicio che chi guiderà il Paese possa comprendere come l’arte e la cultura siano in Italia dei settori avanzati di impresa, produzione di conoscenza e reti relazionali, attraverso cui passa una parte importante della capacità dell’Italia di dialogare con il mondo e generare interesse verso di sé.

La fiera è stata presentata anche a Roma a maggio da FOROF. Dobbiamo immaginare nuove relazioni con realtà fuori da Torino?

Sicuramente, Meet-up with Artissima è un format che vorremo continuare a tenere vivo tutto l’anno, coinvolgendo diverse città italiane in un percorso di avvicinamento alla fiera. Dopo la tappa romana da FOROF lo scorso maggio, in cui eravamo ospiti di Giovanna Caruso Fendi, replicheremo l’esperienza a Santa Margherita Ligure a ottobre. Il collezionista Andrea Fustinoni aprirà le porte di MiramArt, l’associazione culturale no-profit, fondata dal Grand Hotel Miramare, con l’obiettivo di sostenere l’arte contemporanea, ospitando una presentazione della prossima edizione di Artissima. Sarà inoltre un’occasione per approfondire un tema molto caro alla fiera – la contaminazione tra arte contemporanea e mondo dell’impresa – con un focus sul progetto Art Venture, a cura di Nicola Zanella.

FIONDA/Artissima

La rinascita delle fiere dopo il covid rappresenta il riaccendersi di un motore per l’intero Paese. In questo delicato momento storico come cambiano le dinamiche legate al collezionismo?

Una fiera deve necessariamente saper nutrire una specifica identità caratteriale. La crescente polarizzazione delle fiere, determinata dall’espansione dei grandi conglomerati attivi su più continenti, dischiude delle opportunità preziose a fiere più indipendenti e a gallerie più giovani se si sa offrire un menù molto articolato, facendo convergere differenti esigenze, quella del collezionista alla ricerca del nuovo senza finalità immediatamente speculative, del curatore con necessità di aggiornarsi e del direttore di museo sulla cui agenda vi è la costruzione del programma espositivo del  prossimo biennio della sua istituzione. Come accennato in precedenza, il segnale è che il collezionismo abbia ora più che mai voglia di relazioni dirette, dialoghi e scambi. Artissima è pronta ad essere un luogo più che mai aperto a queste esigenze, dove l’incontro dinamico con il nuovo dell’arte si realizza in un contesto che sa nutrire al tempo stesso modalità confortevoli coinvolgenti per vivere questa esperienza.

Nel tradizionale mercato, che posto occupano gli Nft? L’anno scorso in collaborazione con la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT è stato lanciato il progetto Surfing Nft. Ci saranno nuovi sviluppi sul tema in fiera?

Quest’anno Artissima e Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT rinnovano Beyond Production il progetto iniziato nel 2021 (in dialogo con l’OGR Award) capace di stimolare e promuovere riflessioni sulle tendenze più innovative dell’arte contemporanea per indagare come queste si relazionino con le trasformazioni della società mettendo al centro le opere d’arte e il valore storico e culturale di collezionare. Al centro della riflessione di quest’anno ci sarà il fenomeno del metaverso.

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