Straperetana 2022: l’essenziale modestia della trasmissione del sapere

La nuova edizione della manifestazione artistica nel borgo di Pereto, curata da Saverio Verini, presenta un’inedita prospettiva che riflette sul concetto di trasmissione del sapere nel mondo contemporaneo

La placida atmosfera di Pereto, piccolo borgo poggiato sul dorso dell’Appennino abruzzese, accoglie a braccia aperte la nuova edizione di Strapertana, come sempre ideata e realizzata da Paola Capata e Delfo Durante,  la manifestazione che arriva nel 2022 alla sua sesta edizione. Un palcoscenico consolidato quindi, ma ancora in grado di suggestionare i visitatori che hanno l’occasione di immergersi in una cornice straordinaria in grado di soddisfare tanto il desiderio di cultura quanto quello di bellezza: attraversando le vie di Pereto infatti ci si trova di fronte alla Piana del Cavaliere, paesaggio dal fascino conturbante, capace di arricchire ancor di più la propria visita.

Nel cuore del borgo, all’interno di Palazzo Maccafani, viene curata da Saverio Verini l’esposizione L’abaco rovesciato, frutto di una riflessione sul concetto di trasmissione della memoria e la considerazione del ruolo di mentore e maestro nel contesto delle arti contemporanee. Abituati all’icona del maestro, intoccabile individuo appartenente a tempi ormai lontani, oggi ci troviamo a riconsiderare le caratteristiche di questa figura: osservando le prospettive dei cinque artisti protagonisti di Straperetana, vediamo come quest siano chiamati a svolgere un lavoro d’intesa con quelle figure che nella loro personale. esperienza hanno avuto particolare influenza.  

Le affinità rintracciate danno luogo a inaspettate soluzioni, sintetizzate in un percorso espositivo in cinque sale. L’ingresso è dedicato a Riccardo Baruzzi, artista originario di Lugo, in provincia di Ravenna, che presenta installazioni leggere dalle forme semi antropomorfiche capaci di richiamare alla memoria la figura dello spaventapasseri, protagonista dei suoi ricordi. È Marcello Galvani il “maestro” scelto da Garuzzi, che lo chiama a partecipare all’esperienza attivando un dialogo fortemente legato al paesaggio della campagna romagnola, luogo familiare per entrambi, da sempre legati alla stimolante bellezza della anti-spettacolarità. 

Riccardo Baruzzi / Marcello Galvani Veduta dell’installazione a straperetana 2022 – L’abaco rovesciato, Palazzo Maccafani, Pereto (AQ) Photo Credits: Giorgio Benni. Courtesy: l’artista e P420, Bologna

Il percorso continua con la stanza delle Muse, dove si avvia la seconda delle sintesi tra allievo e maestro. Si incontrano Alek.O e Diego bianchi, artisti argentini che aprono una conversazione visiva sull’oggetto scultoreo. La realizzazione delle opere prende corpo attraverso l’utilizzo di materiali industriali e modulari, lampade, maioliche che suggeriscono la volontaria ricerca dell’errore. In un presente tanto concentrato nella spasmodica esigenza di perfezione si incontra. Il cortocircuitò che l’artista incarna in questi oggetti imprevedibili che dialogano con l’altrettanto umoristica serie di “creature” nate dalla creatività di Diego Bianchi. L’artista popola la sala con una serie di mostruosità frutto dell’incontro di oggetti industriali e organici vivi nella loro totale incongruenza. 

Alek. O. / Diego Bianchi Veduta dell’installazione a straperetana 2022 – L’abaco rovesciato, Palazzo Maccafani, Pereto (AQ) Photo Credits: Giorgio Benni. Courtesy: l’artista.

L’androne di palazzo Maccafani è dedicato a Cesare Pietroiusti che invoca come suo maestro il grande artista del ‘900 Piero Manzoni. L’intervento di Pietroiusti ruota attorno all’opera Socle du Monde (1961) e in particolare lo scatto realizzato dal fotografo Henk Peeters. L’artista sceglie una figura storicizzata, mai come altri però modello da indagare e decifrare nelle sue criptiche e ironiche complessità. Nell’esposizione viene presentato uno scritto dello stesso Pietreoiusti sulla poetica Manzoniana che nel 1981 viene pubblicato sull’iconica Rivista di Psicologia dell’Arte.

Cesare Pietroiusti / Piero Manzoni Veduta dell’installazione a straperetana 2022 – L’abaco rovesciato, Palazzo Maccafani, Pereto (AQ) Photo Credits: Giorgio Benni. Courtesy: l’artista e The Gallery Apart, Roma

Scendendo al piano inferiore ci si imbatte con noi degli interventi più toccanti del percorso espositivo: frutto del ricordo e della trasmissione più genuina del fare artistico il lavoro di Namsal Siedlecki si fraziona in più elementi che nella sala a lui dedicata creano in dialogo commovente. I maestri scelti in questo caso sono due, la nonna materna e quella paterna, da cui l’artista eredità esplicitamente la predisposizione alla creatività e alla capacità artigianale.

L’omaggio a loro rivolto vede l’attivazione di una conversazione tra la sua Deposizione, una riproduzione in grès di un macchinario utile alla produzione di rubini sintetici sottoposto a un processo di calcificazione durato 6 mesi, delle maschere in bronzo e una serie di fotografie di strada realizzate negli Stati Uniti negli ultimi quaranta anni. Una commovente e affascinante dimostrazione di affetto che omaggia la creatività in cui il giovane Namsal è stato cresciuto.

Namsal Siedlecki / Sofia Bentinck / Joan Hudson Veduta dell’installazione a straperetana 2022 – L’abaco rovesciato, Palazzo Maccafani, Pereto (AQ) Photo Credits: Giorgio Benni. Courtesy: l’artista e Magazzino, Roma

L’esposizione all’interno del palazzo curata da Verini si chiude con il passaggio tra il binomio Margherita Moscardini e Bad Jan Ader.  L’artista olandese è la figura di riferimento scelta per questa sala che presenta le corrispondenze tra Inhabiting without belonging, scultura in bronzo realizzata dall’italiana, e l’installazione video Launch of the Ocean Wave: Los Angeles to Cape Cod /July 1975. Il mare è l’elemento che accomuna la natura tragica ed epica dei lavori esposti. L’alto mare, luogo privo di legislazioni e proprietà, è il luogo metaforico a cui fa riferimento Margherita Moscardini che si specchia con l’epopea di Bad Jan Ader, eroicamente e drammaticamente scomparso in mare durante la spedizione in barca documentata nel video. 

Margherita Moscardini / Bas Jan Ader Veduta dell’installazione a straperetana 2022 – L’abaco rovesciato, Palazzo Maccafani, Pereto (AQ) Photo Credits: Giorgio Benni. Courtesy: l’artista e Collezione Maramotti, Reggio Emilia.

La visita continua tra le vie del borgo abruzzese, prosecuzione dell’esposizione curata però in questo caso da Matteo Fato, in linea con le vecchie edizioni di Straperetana, dove si incontrano i lavori di Lea Contestabile che ci riportano alla memoria delicate reminiscenze familiari attraverso l’uso di fili di lana, metaforico filo d’Arianna tra il presente e la memoria. 

La stessa potenza poetica si rintraccia nei lavori di Daniela d’Arielli che riflette invece sull’elemento dell’acqua, messaggera instancabile che trasporta nei sui flussi il ricordo del passato. 

Straperetana 2022 è ancora un appuntamento che sa stupire e rinnovandosi propone quest’anno una riflessione delicata, necessaria quanto essenziale per dare voce a ciò che di più prezioso la cultura è in grado di donarci: la consapevolezza che ogni nostro gesto è frutto dell’insegnamento, virtuoso peso di cui abbiamo la responsabilità di fare buon uso.

Info: https://it-it.facebook.com/straperetana/
L’abaco rovesciato, a cura di Saverio Verini
Palazzo Maccafani,
Piazza Maccafani, 5, Pereto
16 luglio – 28 agosto 2022

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