Morire a Capri, il graphic novel che racconta l’avventura dell’antieroe Mister No nell’isola del Golfo di Napoli

Una storia, firmata da Guido Nolitta che si ispira al ruolo che avrebbe avuto la mafia nello sbarco alleato al sud Italia durante la Seconda Guerra Mondiale

Vedi Napoli e poi muori. No, vedi Capri e poi chissà. È proprio la splendida isola nel Golfo del capoluogo campano, infatti, a fare da cornice a un’avventura di Mister No, il primo antieroe – ideato da Guido Nolitta (alias Sergio Bonelli) – dell’ampia e costante produzione di Sergio Bonelli editore. Lui stesso ha sceneggiato Morire a Capri, storia pubblicata originariamente a puntate nel 1981 e oggi approdata in fumetteria e nelle librerie di varia in questo volume cartonato di pregio (192 pagine in bianco e nero, 22 euro). Disegnato da Roberto Diso – attivo come illustratore da settant’anni, ha realizzato anche l’illustrazione di copertina – il graphic novel Morire a Capri si ispira a uno dei “misteri” della Seconda guerra mondiale: il ruolo che avrebbe avuto la mafia nello sbarco alleato al sud Italia. Le cosche favorirono in qualche modo gli anglo-americani? La narrazione a fumetti non pretende di fare luce su quanto realmente accaduto (ci mancherebbe) ma offre una serie di spunti e di riflessioni, regalandogli un’ora di evasione – questo sì – attraverso un racconto da sorseggiare come un limoncello ghiacciato. Una narrazione che parte dall’oziosa Manaus, in Brasile, dove un malinconico brano napoletano (“Scalinatella”, la canzone di Enzo Bonagura e Giuseppe Cioffi, poi portata al trionfo da Roberto Murolo) rievoca nella mente di Mister No, pilota statunitense che vive le sue spericolate avventure nell’Amazzonia degli anni Cinquanta, un mesto episodio inumato da tempo nella sua memoria.

Siamo nel 1948, Jerry Drake (soprannominato Mister No per la sua poca affabilità, ha combattuto – appunto – il secondo conflitto mondiale e adesso, a bordo del suo inseparabile piper, accompagna i turisti nei cieli della sua nuova patria) e l’ex commilitone Steve Mallory ricevono dalla Cia l’incarico di recuperare un documento scottante: una missiva comprovante l’intervento diretto, richiesto dagli alti vertici dell’esercito a stelle e strisce, del boss Lucky Luciano per agevolare lo sbarco americano del 1942 in Sicilia. È l’incipit di una storia dai numerosi volti – ambientata tra Paestum, Positano, Amalfi e le isole del Golfo di Napoli – tra la luce accecante del sole e le oscuri notti sul mare (in apparenza) silenzioso. Un’indagine dai risvolti del tutto inaspettati, che segnerà per sempre l’animo inquieto del pilota e avventuriero americano, che ha abbandonato il proprio paese per il Brasile, alla ricerca di un’esistenza più libera e vera. Nella sua postfazione (Gli infiniti gradini dell’animo umano), lo scrittore, fumettista e sceneggiatore Luca Barbieri scrive che la struggente melodia di “Scalinatella” «si comporta da vera e propria colonna sonora, scandendo il ritmo della vicenda sottolineandone i momenti cruciali; è il motore dell’azione, ovvero il pretesto che fornisce a Mister No l’occasione per raccontare un frammento del proprio movimentato passato. Ma, per quanto sia molto, non si limita a questo: “Scalinatella” è l’essenza stessa della storia di Nolitta». Un racconto di genere hard-boiled, questo, pregno di contenuti e colpi di scena – ma non mancano alcune sfumature tipiche della commedia nazionalpopolare prese in prestito dalle pellicole stile Risi o De Sica – che è anche un gran bel “pretesto” per raccontare con le immagini uno dei territori più affascinanti del nostro paese. Impresa tutt’altro che semplice quella di Diso, poiché all’epoca per disegnare le tavole era impossibile fare riferimento al web – che, appunto, negli anni Ottanta era ancora lontano anni luce – ma occorreva fare riferimento a dettagliate foto, cartoline o bisognava proprio recarsi sul posto. Uno sforzo arduo ma riuscito, il suo. Con Mister No che approverebbe, “sangue di Giuda”.

Info: www.sergiobonelli.it