Doppio appuntamento al Pompidou di Metz tra arte e design

Doppio appuntamento per il museo francese che inaugura una nuova esposizione dedicata a Eva Aeppli e continua con una seconda mostra dedicata all’influenza della natura nel mondo del design

Al Pompidou d Metz viene presentata Le Musée sentimental d’Eva Aeppli, una mostra curata da Chiara Parisi, direttrice del museo, e Anne Horvath. Sarà possibile visitarla fino al 14 Novembre 2022.

Eva Aeppli è nota per le sue opere realizzate a partire dal 1975, anno in cui, dopo il suo incontro con l’astropsicologo Jacques Berthon, decide di abbandonare i giovani disegni oscuri e angoscianti, per dedicarsi alla realizzazione di sculture tessili e ricoperte di bronzo. 

Questa esposizione ci guida proprio alla scoperta del lavoro tessile dell’artista, che rappresenta l’apice della sua carriera. Filo, ago e uncino, sono gli strumenti utilizzati da Eva Aeppli per realizzare le sue sculture e le sue sagome di dimensioni umane. Nonostante le espressioni dei volti rappresentati sembrino invariate, angoscianti riferimenti alla morte, trasmettono ad un attento spettatore, ogni volta, una sensazione diversa. Le sue figure tessili “colpiscono per le loro grida silenziose, i loro tratti raffinati ma eminentemente espressivi, le loro cicatrici disegnate dalle cuciture”. 

Le Musée sentimental d’Eva Aeppli è la prima retrospettiva in Francia dedicata ad questa artista: una mostra che crea un dialogo tra le sue opere e dei grandi capolavori di altri artisti. Ci imbattiamo, infatti, in opere tanto delle sue influenze, quanto dei suoi successori, che ci dimostrano la rilevanza nello scenario artistico contemporaneo dell’opera di Eva Aeppli. Tra queste, le creazioni di Jean Tinguely, Niki de Saint Phalle, Louise Bourgeois, Annette Messager e Sarah Lucas.

Oltre alle sue sculture tessili, raffinate e coinvolgenti, sono presentati i numerosi biglietti da visita dell’artista, in cui si presenta come “Consulente Wouzi e Wouzi-Wouzi”, “Filosofo”, “Insegnante di vita” o “Acrobata tra cielo e terra”, che ci aiutano a comprendere l’eclettismo che ha caratterizzato la sua carriera. Una carriera non valorizzata a livello internazionale, basata su una profonda ricerca e una grande cura dell’estetica.

L’artista ha creato un suo mondo artistico, che ci racconta nei suoi quaderni, che si nutre tanto della solitudine quanto del dialogo con i suoi amici intimi, con i quali occasionalmente collabora per progetti artistici. Astrologia, religione, psicoanalisi, impegno umanitario, l’artista ha mostrato una curiosità aperta, che si riflette nelle sue opere.

All’interno del Pompidou di Metz sarà inoltre visitabile dall’11 giugno 2022 Mimèsis. Un design vivant, nuova esposizione dell’istituzione culturale francese che ripercorre l’evoluzione della nozione di natura nel mondo del design, dal biomorfismo moderno alla biomimetica, dalla biofabbricazione alla ricreazione del vivente attraverso la tecnologia digitale.

Dalla fine del XIX secolo in poi, il biomorfismo (l’influenza della natura sulla rappresentazione delle forme artistiche) ha accompagnato la nascente modernità. Le avanguardie storiche del primo Novecento hanno enfatizzato la nozione di organismo e la dimensione autogenerativa nella creazione di forme. Questa mostra riunisce i grandi designer della modernità, provenienti da Francia, Scandinavia e Giappone, per mostrare come questo nuovo linguaggio moderno tragga le sue forme organiche dalla natura e dalla scienza, da Alvar Aalto a Sori Yanagi. Negli anni Trenta, Charlotte Perriand ha catturato nelle sue fotografie la forza del materiale da cui traeva ispirazione per i suoi oggetti di design.

Nel dopoguerra, Charles e Ray Eames hanno reinventato il design attraverso le loro forme organiche. In Francia, Serge Mouille, di cui viene presentata per la prima volta l’eccezionale collezione al Centre Pompidou, ha sviluppato un approccio biomimetico nella progettazione della sua illuminazione. Negli anni Sessanta, il pop traeva il suo edonismo dalla natura. Da Verner Panton a Pierre Paulin, gli oggetti di design ricreano una natura artificiale e investono l’ambiente come “paesaggi” con cui gli utenti interagiscono.

Negli anni Ottanta, Andrea Branzi ha inaugurato una nuova forma di “neo-primitivismo” integrando direttamente elementi naturali, come i rami degli alberi, nei suoi progetti (Animali domestici, 1985). La natura, piuttosto che la sua rappresentazione, è ora parte integrante dell’oggetto di design. Tra natura e artificio, le Rêveries urbaines di Ronan ed Erwan Bouroullec ricreano un’atmosfera “meravigliosa”.

Oggi, nell’era digitale, la natura ha ceduto il passo alla nozione di “vivente”, che si dà una nuova forma di artificialità, tra l’inerte e l’animato, l’organico e il meccanico. Il design ricorre alla “biofabbricazione”: i biomateriali, prodotti da organismi biologici, stanno generando nuovi oggetti sostenibili e biodegradabili.

Dagli oggetti iconici del modernismo, nella loro reinterpretazione della natura, al design più recente, che esplora una nuova “naturalità” digitale (Ross Lovegrove, Joris Laarman, Michael Hansmeyer), è una profonda mutazione del concetto stesso di natura che viene messo in discussione, nei suoi legami con la produzione tecnica e tecnologica, attraverso le ricerche più innovative del settore del design di oggi.

Info: https://www.centrepompidou-metz.fr

Le Musée sentimental d’Eva Aeppli
7 maggio 2022 – 14 novembre 2022
Mimèsis. Un design vivant
11 giugno 2022- 6 febbraio 2023