Una doppia mostra tra Venezia e san Gimignano: Lucio Fontana/Antony Gormley

Venezia apre le porte nel periodo della biennale a una doppia mostra tra Negozio Olivetti di Piazza San Marco e la Galleria Continua

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Venezia apre le porte nel periodo della Biennale di Venezia a una doppia mostra pensata in dialogo tra il Negozio Olivetti di Piazza San Marco e la Galleria Continua di San Gimignano.  La mostra-dossier Lucio Fontana/Antony Gormley è visitabile nella prima sede dal 23 aprile al 27 novembre mentre sempre il 23 aprile sarà inaugurata la mostra Antony Gormley. Body Space Time.      

La mostra è ideata e curata da Luca Massimo Barbero, storico dell’arte e uno dei maggiori studiosi di Lucio Fontana nonché consulente scientifico della Fondazione dedicata all’artista. Un confronto assolutamente inedito quello voluto da Luca Massimo Barbero, la mostra dossier, si svilupperà attraverso una selezione di disegni realizzati da Lucio Fontana tra il 1947 e il 1968 e una serie di disegni e opere su carta che percorrono tutti gli aspetti della ricerca di Antony Gormley, insieme alla presenza di alcune sculture di entrambi questi autori.

Il dialogo tra i due scultori si sviluppa a partire dal senso dello spazio e la possibilità di superare i limiti della dimensione umana e terrena. Segno e corpo dialogano intimamente nel percorso concettuale che sostiene la ricerca di Antony Gormley e che conduce alla totale rottura dei confini imposti tra il dentro e il fuori, mentre lo spazio e il tempo nelle opere di Lucio Fontana lo spazio diviene un luogo a-temporale e astorico.

Un confronto capace di prendere corpo oltre gli anni, gli stili e le idee di ognuno, quello tra Gormley e Fontana, come soltanto ai grandi può accadere. La spinta a superare i limiti dell’esperienza umana nel tempo come nello spazio, d’altronde, li accomuna al di là delle inevitabili – e più che mai feconde – differenze. «Io buco; passa l’infinito di lì, passa la luce, non c’è bisogno di dipingere», spiegava Fontana, tentando di rendere comprensibile quel che allora sembrava una semplice provocazione: «tutti hanno pensato che io volessi distruggere: ma non è vero, io ho costruito, non distrutto»

«Che cosa è uno spazio umano nello spazio, che cosa è un corpo umano nello spazio e – se pensiamo a noi stessi come un corpo nello spazio – quale è il nostro contesto?», si interroga così Antony Gormley a partire dal 1960 attraverso un impegno critico sia con il proprio corpo che con quello degli altri affrontando questioni fondamentali relative alla posizione degli esseri umani in rapporto con la natura e il cosmo. Gormley cerca continuamente di identificare lo spazio dell’arte come luogo del divenire in cui possono nascere nuovi comportamenti, pensieri e sentimenti.

Info: https://www.galleriacontinua.com/

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