Heartbeat of the Earth, comprendere la crisi climatica attraverso l’arte contemporanea

Continua il progetto realizzato da Google Arts & Culture finalizzato alla sensibilizzazione sui dati relativi ai cambiamenti del clima

L’artista Refik Anadol e il collettivo internazionale di artiste Hyphen Labs rielaborano i dati Onu sui cambiamenti climatici attraverso l’arte per renderli più comprensibili e interattivi e aumentare così la consapevolezza degli effetti che questi hanno sui nostri ecosistemi. L’8 aprile sono state presentate due nuove opere digitali pubblicate all’interno di Heartbeat of the Earth, il programma sviluppato da Google Arts & Culture per dare nuova vita ai dati sui cambiamenti del clima attraverso l’arte.

Heartbeat of the Earth consiste in una serie di opere d’arte digitali create in collaborazione con 10 artisti, il Google Arts & Culture Lab e l’UNFCCC (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), che rispondono e interpretano i dati scientifici sul clima come quelli forniti dai rapporti dell’IPCC delle Nazioni Unite e ai dati delle istituzioni scientifiche globali, come la National Oceanic and Atmospheric Administration e l’Organizzazione meteorologica mondiale.

Il 5 giugno 2020, in occasione del 46° anniversario del World Environment Day, sono state pubblicate le prime quattro opere partecipanti al programma:
La prima si concentra sul declino della biodiversità marina e l’acidificazione degli oceani che sono al centro del lavoro di Cristina Tarquini, intitolato Diving into an Acidifying Ocean.  L’opera, immerge gli spettatori nella storia degli oceani dalla rivoluzione industriale al 2100, mostrando gli effetti devastanti della CO2. 

La seconda opera di questo ciclo è di Timo Aho e Pekka Niittyvirta intitolata: Coastline Paradox.
Coastline Paradox è una mappa sperimentale: la grafica utilizza i dati di Climate Central e del rapporto IPCC per visualizzare, tramite Google Street View e Google Map, l’innalzamento oceanico attuale e quello futuro. La mappa sperimentale permette anche di simulare la futura migrazione di massa di quanti saranno costretti ad abbandonare le proprie case per colpa del climate change in oltre 200 luoghi, tra il 2000 e il 2300.

Si concentra invece sullo stato di salute dei ghiacciai del Trift e del Rodano (Svizzera), Fabian Oefner attraverso l’opera Timelines. Il progetto mostra, anno per anno, i movimenti dei ghiacci e la loro progressiva scomparsa utilizzando il volo notturno di un drone equipaggiato con luci LED.

Ultimo di questo primo ciclo, ma non meno importante è il tema della sostenibilità alimentare che viene indagato da Laurie Frick nel suo What We Eat. L’opera rende possibile esplorare l’impronta di anidride carbonica per ogni singolo alimento o dieta negli Stati Uniti, in Francia e nel Regno Unito.

Felicity Hammond, mostra come una città costiera fittizia scompaia. Cerca di aumentare la consapevolezza sull’impatto che il cambiamento climatico ha sulle temperature e su come questo influirà sull’ecosistema.

L’esperienza, basata sull’apprendimento automatico, ti consente di visualizzare cosa potrebbe andare perso e cosa rimarrà all’aumentare delle temperature sulla Terra. È un progetto a cui ha partecipato l’artista Sey Min.

Questa sezione esplora l’impatto che le microplastiche nell’aria stanno avendo sull’ambiente, sul clima e anche sulla salute degli esseri umani attraverso un gioco realizzato invece dall’artista Giorgia Lupi.

Le ultime due opere presentate quest’anno prendono il nome di MRI of the Earth, dell’artista Refik Anadol, e Insidious Rising, del collettivo internazionale di artiste Hyphen Labs e rispondono alle domande sugli effetti del global warming attraverso l’arte. «cosa vedremmo se analizzassimo la terra per ricavarne i danni?» e « come percepiremmo gli effetti a cascata dello scioglimento dei ghiacci?

MRI of the Earth interpreta il “corpo” del Pianeta, mostrando i danni che gli stiamo infliggendo e invita a riflettere sulla bellezza della Terra usando visualizzazioni dei paesaggi naturali generate tramite il machine learning. Il progetto invia una scannerizzazione dei danni subiti alla terra facendo riferimento a più di 200 milioni di imagini fornite dai set di dati delle Nazioni Unite per creare visualizzazioni morphing della bellezza della Terra attraverso l’Intelligenza Artificiale.

Insidious Rising si interrogainvece su «Cosa accadrebbe se il pianeta diventasse di 2 gradi più caldo? ». I laboratori collettivi di Hyphen esplorano gli effetti a cascata del riscaldamento climatico sugli esseri umani, simboleggiati dallo scioglimento di un ghiacciaio: scoprono quindi i vari fattori che influiscono sul Pianeta rappresentati tramite lo scioglimento di un ghiacciaio. Il collettivo mostra come un clima sempre più caldo porterà al collasso ecologico e farà pressione anche sui sistemi esistenti che incidono sugli emarginati.