Te l’avevo detto di non farti i selfie, il nuovo volume di Guidarello Pontani e Areta Gambaro

Te l’avevo detto di non farti i selfie. Più che un consiglio fine a se stesso, un vero e proprio excursus tanto realistico quanto fantastico dei travagliati incidenti di Guidarello. Il volume illustrato a colori, realizzato da Guidarello Pontani (il nome di battesimo vi ricorda qualcuno?), «attore in un fortunato gruppo di amici attori», riporta la sua bio, e Areta Gambaro («costruisce il proprio spazio nel teatro con spettacoli e performance d’arte audiovisiva, scenografie e illustrazioni»), offre una carrellata di storie fuori dall’ordinario, avventurose, improbabili e al limite della realtà.

Pubblicato da Castelvecchi editore, Te l’avevo detto di non farti i selfie – già, il titolo è proprio questo – mette in scena un protagonista che, per amore di Candice Bergen, si schianta contro una vetrata. Sanguinante, pensa di essere soccorso – proprio come dovrebbe avvenire – ma la polizia, pur vedendolo, lo lascia inerme sull’asfalto. Così, per la rabbia il giovane dà un calcio a una palla abbandonata. Ma lui non è né Messi né Ronaldo. Soprattutto, è assai distratto e non si accorge che la sfera è di marmo. E – tra una vicissitudine e l’altra – Guidarello fa tappa in Messico dove conosce sciamani, squali (“ci sono i cani, ci sono i pesci: ci sono i pescecani”) e vecchie streghe, imbattendosi anche nei terremoti (e qui il sottofondo “Messico e nuvole” cantata da Jannaci potrebbe solo accompagnare).

Fino all’ultima apparizione: una testa, una mano e quindi un piede che affiorano dalle acque del Tevere. In tutto questo, tra un “botto” o “cappottamento” (come si dice proprio a Roma) e l’altro, Guidarello insegue (con affanno) il selfie perfetto. Domandandosi: e se tutti mutassero forma mentale? Partiamo proprio da questo interrogativo per descrivere un volume (64 pagine, 25 euro) fuori dall’ordinario, grazioso e divertente.

Merito dei testi e delle tavole – dunque della palermitana Gambaro e del capitolino Pontani – da cui traspare tutto il divertimento (ma il lavoro c’è) degli autori nel realizzare il libro. Un po’ Pee-wee Herman, simpatico picchiatello, e un po’ Russel, bambino scout del film d’animazione Up (per quanto attiene alla curiosità), il nostro non teme (o quasi) lo sconforto e tira dritto per la sua strada. Si dice che chi ha avuto un incidente è predisposto ad averne dei successivi. Per informazioni, citofonare Guidarello.

Info: www.castelvecchieditore.com