Il latte dei sogni, Alemani e Cicutto presentano la Biennale Arte 2022

Una Biennale che punta alla sostenibilità e che pone domande sulla fine dell'antropocentrismo e sul nostro momento storico

Giardini della Biennale

Venezia

Roberto Cicutto e Cecilia Alemani, Biennale Arte 2022
Roberto Cicutto e Cecilia Alemani, Biennale Arte 2022, photo Andrea Avezzù, courtesy La Biennale di Venezia

Si è svolta oggi alle ore 12 in diretta streaming dalla sala delle Colonne di Ca’ Giustinian la presentazione della Biennale d’Arte 2022 che, come già annunciato, si intitolerà Il latte dei sogni/The Milk of Dreams e aprirà le porte il 23 aprile fino al 27 novembre.

«Una Biennale green – annuncia il Presidente Roberto Cicutto – che punterà alla sostenibilità con un impegno a monitorare le emissioni e a utilizzare energia verde. Una mostra ricca e variegata e che Cecilia ha studiato in continuità con i suoi predecessori. Oltre al corpo centrale, Cecilia Alemani ha accettato di realizzare la prima Biennale College Art: una tappa importante per la Biennale di Venezia che sempre di più si fa strumento di crescita per artiste e artisti. Cinque inoltre sono le nuove partecipazioni nazionali Cameroon, Namibia, Nepal, Oman, Uganda».

Il Presidente ha inoltre raccontato delle difficoltà che la curatrice, insieme a tutta l’organizzazione, ha dovuto affrontare in questo complesso scenario storico nella realizzazione della mostra: «Cecilia ha visitato centinaia di atelier di artisti in tutto il mondo, navigando fra quadri, sculture, video, installazioni e performance che devono averle dato una percezione molto diversa da quella che avrebbe provato dal vivo.Se tutto ciò abbia fortemente influenzato lo spirito della sua mostra, non saprei dire. Ma guardare dall’oblò dell’astronave/computer così tanti mondi fantastici, con l’obiettivo di portarli fisicamente a Venezia per mostrarli al mondo, ha certamente rappresentato un’esperienza unica.»

«Come sapete – introduce la Curatrice Cecilia Alemani – La Biennale ha posticipato le edizioni di Architettura e Arte, cosa che non succedeva dalla II guerra mondiale. La 59. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia prende il nome da un libro di Leonora Carrington che negli anni Cinquanta in Messico immagina e illustra favole misteriose dapprima direttamente sui muri della sua casa, per poi raccoglierle in un libretto chiamato appunto Il latte dei sogni. L’artista surrealista – ha ribadito la Alemani in conferenza – descrive un mondo magico nel quale la vita è costantemente reinventata attraverso il prisma dell’immaginazione e nel quale è concesso cambiare, trasformarsi, diventare altri da sé. La Mostra propone un viaggio immaginario attraverso le metamorfosi dei corpi e delle definizioni dell’umano».

L’idea per la Biennale Arte 2022 nasce a seguito delle conversazioni della curatrice intercorse nell’ultimo anno con numerosi artisti, dalle quali sono emerse domande fondamentali che interessano non solo il nostro momento storico ma in generale l’umanità, le scienze, le arti e i miti del nostro tempo. Come sta cambiando la definizione di umano? Come si definisce la vita e quali sono le differenze che separano l’animale, il vegetale, l’umano e il non-umano? Quali sono le nostre responsabilità nei confronti dei nostri simili, di altre forme di vita e del pianeta che abitiamo? E come sarebbe la vita senza di noi?

Questi e molti altri temi vengono sviluppati intorno a tre aree tematiche: la rappresentazione dei corpi e le loro metamorfosi; la relazione tra individui e tecnologie; i legami che si intrecciano tra i corpi e la Terra.

Non mancano riflessioni della curatrice sul momento che stiamo vivendo: «La pandemia – afferma Alemani – ci ha messo di fronte alla fragilità dei nostri corpi e nelle nostre relazioni. La tecnologia ci ha da un lato reso più vicini ma ci ha anche separato».

La Biennale includerà quest’anno 58 nazioni e 1433 opere che si interrogano sulla figura dell’uomo e sulla fine dell’antropocentrismo nel nostro secolo, indagati attraverso linguaggi diversi e tecniche variegate. Ogni artista, sia storico che contemporaneo si fa protagonista di diversi racconti, storie anche minori e controstorie ugualmente fondamentali. Spazio viene infatti dato ad artisti che si fanno interpreti della fine delle grandi narrazioni mettendo in campo racconti di esclusione laterali.

La mostra inizia intorno al padiglione centrale con una trentina di artiste, danzatrici che, in opposizione al rinascimento, superano le convinzioni di centralità dell’uomo e mettono invece al centro le ambiguità e le fluidità contemporanee delle identità e continuerà con altre “capsule del tempo” (due anche all’Arsenale) che trasporteranno i visitatori in mondi e tempi paralleli e si alterneranno ad altri spazi di riflessione che coinvolgeranno artisti diversi meno storicizzati. Ampio spazio verrà inoltre dato alle nuove tecnologie e agli artisti che se ne servono per riflettere sulla nostra società in modo attuale e innovativo.

L’identità grafica è stata fatta in collaborazione con lo studio londinese A Practice for Everyday Life.

A questo link la lista completa degli artisti partecipanti alla Biennale d’arte di Venezia 2022: https://www.labiennale.org/it/arte/2022/artisti

59. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia
23 aprile – 27 novembre 2022