Sunil Gupta per la prima volta in Italia. “Emerge to the light”in esposizione da Materia a Roma

Roma

Cos’è l’arte se non lo specchio della società in cui viviamo e che contribuiamo a caratterizzare con le nostre scelte, i nostri comportamenti e la nostra stessa natura. Attraverso la creatività è stato raccontato il mondo e i suoi ininterrotti cambiamenti ma non sempre questa narrazione ha visto rappresentate tutte le realtà che silenziosamente hanno costituito la loro storia. Esistono però individui che non lasciano all’ombra quello che osservano e coraggiosamente percepiscono l’esigenza di raccontare ciò che agli occhi dei più sfugge o, in alcuni casi addirittura, si finge di non vedere. Tra queste personalità c’è Sunil Gupta, fotografo che vanta ormai una carriera lunga più di quattro decenni e grazie al suo contributo ha saputo far emergere dall’oblio dell’ignoranza i volti delle minoranze. 

Nella galleria romana Materia sono in mostra, per la prima volta in Italia, due serie seminali del fotografo naturalizzato canadese e di base a Londra, Christopher Street (1976) e From Here to Eternity (1999 – 2020). Punti chiave della carriera di Sunil Gupta, i due progetti vengono raccontati nello spazio espositivo di Via dei latini 27 e saranno ancora per pochi giorni disponibili per il pubblico, anche su appuntamento. 

Sunil Gupta, Emerge into Light, 2021, exhibition view, Matèria, Roma. Courtesy Matèria, Roma. Foto Roberto Apa

Un approccio visionario è quello che Gupta ha sempre utilizzato per portare avanti i propri progetti creativi nella sua pirotecnica esperienza di vita. Il suo bagaglio biografico personale, mescolato a quello collettivo, ha saputo dare voce a temi di alto spessore sociale e politico. Le complicazioni vissute negli anni lo hanno portato a dedicarsi anima e corpo alle tematiche razziali, alla migrazione e all’identità queer. Ed è proprio per il senso di appartenenza alle comunità a cui è sempre stato riservato troppo poco spazio, che Gupta mette il suo obiettivo e il suo sguardo al servizio degli altri, ritraendo coloro che non hanno mai potuto godere il privilegio di essere rappresentati. 

La sua prima esperienza in veste di artista si concretizza nel 1976 con il progetto Christopher Street, realizzato a New York poco dopo il trasferimento del fotografo da Montreal, in Canada. Utilizzando la fotocamera come strumento di espressione aperta, Gupta ragiona sull’apertura del movimento di liberazione gay. Le fotografie rivelano una comunità che ha plasmato Gupta come persona e ha cementato la sua dedizione nel ritrarre persone a cui è stato negato uno spazio per essere se stesse. Una vera rivoluzione sociale è in atto in quegli anni che vedranno il volto di New York in primis, ma di tutta l’America e infine il mondo, definitivamente cambiato.

Sunil Gupta
© Sunil Gupta

Viviamo oggi in un epoca dove le questioni di genere sono all’ordine del giorno e combattere per i bisogni riguardanti la propria identità è ormai universalmente riconosciuto come un diritto inalienabile, ma non è stato affatto sempre questo lo scenario in cui potersi esprimere. Come pioniere della fotografia, e parallelamente, anche delle battaglie sui diritti civili, Sunil Gupta porta avanti la sua carriera creativa senza timore. Coraggiosamente si fa cronista della comunità gay, di cui egli stesso fa parte, e non arresta la sua attività neppure di fronte all’HIV. 

Nel 1999, dopo anni trascorsi a combattere la malattia che gli viene diagnosticata, realizza From Here to Eternity, un lavoro rivisitato, allargato e concretizzato nell’omonimo libro pubblicato da Autograph nel 2020. Gupta realizza una serie di sei dittici, in cui racconta la sue esperienza personale con l’HIV. «Un’interpretazione dell’HIV e dei suoi effetti sul corpo del Terzo Mondo, una mappa del mio contesto locale, Londra come un punto focale degli atteggiamenti verso i sopravvissuti e le loro cure.afferma Sunil Gupta Sento che lo sfondo delle politiche sessuali e la loro erosione in un contesto di commercializzazione continua e sfacciata della sessualità hanno lasciato le persone che vivono con l’HIV ad affrontare le enormi questioni etiche relative nella completa solitudine»

Dagli spread della pubblicazione nasce l’installazione immersiva e site specific presentata nello nelle sale della Galleria Materia. Grazie alla mostra Emerge to the light si ha l’occasione di approfondire il viaggio di Sunil Gupta verso l’esplorazione della sua identità di uomo e di artista attraverso momenti di euforia, scoperta e crisi, tutti ben manifesti attraverso gli scatti che hanno immortalato chi, in un tempo non troppo lontano, sembrava destinato ad un futuro inevitabilmente ostracizzante.

Info: https://www.materiagallery.com/exhibitions

Sunil Gupta – Emerge to the light

30.10.2021 – 28.01.2022

Materia Gallery

Via dei Latini 27, Roma

Sunil Gupta
© Sunil Gupta