Il Premio Tulliola Filippelli va al poeta arabo Ahmed Al-Zahrani

Roma

Tra la sua attività di professore di comunicazione e giornalismo all’Università di Jeddah e i suoi incarichi istituzionali, Ahmed Al-Zahrani, uno degli intellettuali più apprezzati in Arabia Saudita, trova il tempo di coltivare la sua passione per la poesia. E se la poesia, come dice lui stesso, è “il linguaggio della pace e del dialogo tra culture diverse” si può dire che Ahmed Al-Zahrani sia riuscito nell’obiettivo di rafforzare il ponte culturale tra il suo paese e l’Italia. Non a caso questa mattina il Senato gli ha assegnato il prestigioso Premio Tulliola Renato Filippelli, un riconoscimento internazionale, quest’anno giunto alla sua 27esima edizione, per la poesia, la saggistica e il giornalismo.

Come è nata la sua passione per la poesia?
«Da quando ho iniziato a leggere poesie a scuola, ho capito che la poesia è il linguaggio che porta a un senso di bellezza in tutti gli angoli dell’universo. Ed è la perfetta espressione di questa bellezza. Ed è la bandiera della pace tra i popoli del mondo. Ed è il tappeto del vento che mi trasporta in nuovi mondi umani e di vita. Mi sono anche reso conto che la fedeltà alla poesia è uno dei fondamenti dell’eccellenza poetica. Il mio amore per la poesia mi porta a dedicarmi con sincerità alla pratica scritta, alla lettura continua, all’ascolto delle note di chi ha esperienze poetiche e alla cura nella conoscenza delle esperienze degli altri».

Il professore saudita Ahmed Al-Zahrani

Quali sono i temi della sua poesia?
«Il cuore del poeta è un cuore che ama la bellezza in tutte le sue manifestazioni e forme, e batte per amore del bene e del dono, ed è spezzato dalla morte, dalla tristezza e dall’ingiustizia. Santifica le donne e ama la giustizia, il bene e la pace. Mi sono anche reso conto che le letture multiple e variegate sono un secondo pilastro dopo il talento per la manifestazione creativa. La poesia è un essere vivente che non conosce il silenzio, non soccombe alle circostanze e non è ostacolato dagli eventi. La poesia è uno strumento per cambiare il clima dei tempi e la topografia dei luoghi. La poesia è, in fondo, una questione essenziale dell’esistenza, nel rapporto presenza-assenza, sconosciuto-conosciuto,
mobile-fisso. L’esperienza creativa è un lavoro cumulativo di letture, viaggi, esperienze, discussioni e scrittura in tutte le sue forme. La creatività è la visione della vita di una persona, dell’altro e di vari fenomeni in modo innovativo».

Cosa pensa del dinamismo culturale e artistico odierno in Arabia Saudita?
«La scena culturale saudita, con la sua diversità, è in uno stato di prosperità e maturità intellettuale e creativa, e si contraddistingue nell’intero panorama culturale arabo. I media moderni e i social hanno svolto un ruolo importante nella promozione della nostra cultura, che è caratterizzata dalla diversità nelle sue scuole, nelle esperienze e nei riferimenti. I nomi degli artisti e intellettuali sauditi sono diventati molto popolari nel mondo arabo».

Quale influenza può avere la poesia sull’educazione delle giovani generazioni?
«Non c’è dubbio che la cultura in generale e la poesia in particolare hanno effetti emotivi sui giovani, soprattutto su quelli che hanno la passione per la lettura e la conoscenza. La cultura è il legame più importante tra i popoli e le civiltà, e la poesia è il linguaggio della pace, nonché il linguaggio dell’amore e della vita».

Molti comunicatori hanno spesso un’attitudine alla poesia. Pensa che ci sia una connessione?
«Certo, dovrebbe esserci un grande rapporto tra poesia e comunicazione umana. Il poeta che non può costruire una relazione con gli altri non raggiungerà la sua esperienza poetica al di fuori del suo ambiente sociale. Per questo motivo, la comunicazione del poeta con poeti e opinionisti è importante in modo che possa influenzare la sua poesia stessa».

Il Premio Tulliola Renato Filippelli è stato assegnato a molti poeti interessanti e importanti nelle passate edizioni.
«Il Premio Internazionale Tulliola è un prestigioso premio che ha più di un quarto di secolo, curato dall’Associazione Culturale Tulliola e organizzato in collaborazione e coordinamento con il Senato della Repubblica. Questo premio è stato assegnato alla Medaglia di Stato italiana durante l’era dell’ex presidente italiano Giorgio Napolitano. È inevitabile che i suoi comitati includano una selezione di critici, scrittori, poeti, accademici, traduttori di spicco e di culture diverse.
Certamente, i premi sono i più importanti incentivi per continuare la scrittura, e sono anche un momento culminante nel rapporto tra lo scrittore e il suo scritto, attraverso il quale si diffondono il nome dello scrittore e i suoi pensieri».

Crede che la poesia possa essere un buon volano per migliorare il ponte culturale tra Arabia Saudita e Italia?
«La cultura è un ponte umano di comunicazione tra popoli e paesi, e l’Italia è un grande paese con una lunga storia culturale. Non c’è dubbio che anche l’Arabia Saudita sia un paese antico. In Italia il Vaticano e l’Arabia Saudita sono le Due Sante Moschee, che sono la sede delle religioni islamica e cristiana, la cultura può solo migliorare i rapporti tra i due paesi perché è il presupposto per la pace e il dialogo».

Sta lavorando a un nuovo progetto poetico?
«Il poeta non smette mai di alimentare la poetica, ora sto lavorando alla pubblicazione di un’antologia di poesia che verrà pubblicata prossimamente».

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