Imbrattata la scultura porchetta. Attacco rivendicato dagli animalisti

Roma

L’epilogo era annunciato. La tanto vituperata scultura porchetta, realizzata da Amedeo Longo nell’ambito del progetto organizzato dalla Rome University of fine arts con il primo municipio, è stata vandalizzata ieri. L’opera, collocata nel certo di piazza della Malva, a Trastevere, è stata sporcata con della vernice rosso sangue, in segno di morte. Un atto rivendicato dagli attivisti dell’Animal liberation front, che già in occasione dell’allestimento dell’opera avevano protestato, chiedendone la rimozione.

Sin dall’inizio il lavoro aveva destato polemiche. Chi lo aveva definito brutto, chi inopportuno, chi, come gli animalisti, addirittura offensivo. Alla fine ha trionfato la violenza, la prevaricazione e la prepotenza. L’opera, come avevamo detto, poteva essere considerata di fascino discutibile, probabilmente la sua ironia poteva essere espressa in modo più arguto e meno banale, ma non meritava di essere imbrattata e violata.

Amedeo Longo, Dal Panino si va in piazza

Il lavoro voleva essere un omaggio a un cibo tipico romano, che di solito viene associato al concetto di convivio e compagnia, in semplicità, un po’ anche per celebrare il ritorno allo stare bene insieme e alle vecchie abitudini. Ma il fatto di avere sintetizzato questa idea con la scultura di una porchetta ha generato una levata di scudi. Dagli animalisti ai residenti, che l’hanno trovata di cattivo gusto e poco adatta al contesto.

Purtroppo l’univa vera vittima di questo triste capitolo di cronaca urbana è il giovane studente, Amedeo Longo, a cui facciamo i migliori auguri. In un’intervista a Repubblica ieri aveva spiegato “I gusti sono gusti, può piacere e non piacere, mi sono anche beccato insulti – ha dichiarato –. Ma non sono contento dell’interpretazione totalmente travisata e della strumentalizzazione dell’arte, che è quello che di più amo al mondo”.

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