Le vipere del commissario Ricciardi. Stavolta il delitto è avvenuto in un bordello

«Vipera, sul braccio di colei che oggi distrugge tutti i sogni miei», è un passaggio del brano scritto dal paroliere napoletano E.A. Mario (pseudonimo di Giovanni Ermete Gaeta) pubblicato per la prima volta su spartito nel 1919; la canzone – negli anni successivi – sarebbe stata interpretata da Claudio Villa. E non è un caso che questo motivo risuoni tra le pagine di Vipera, secondo romanzo del secondo ciclo del commissario Ricciardi (di recente interpretato sul piccolo schermo dall’attore Lino Guanciale nell’omonima miniserie Rai), nella trasposizione a fumetti ottimamente curata da Sergio Bonelli Editore.

Il personaggio creato da Maurizio de Giovanni torna protagonista di un volume (cartonato, 176 pagine, 21 euro) pubblicato dalla casa editrice milanese. L’illustrazione di copertina è di Daniele Bigliardo (che nell’opera spiega proprio la nascita della cover), la sceneggiatura di Sergio Brancato. Disegni di Lucilla Stellato. Il racconto si svolge durante la Pasqua del 1932 (“ma io non mi fido della primavera: la dolce brezza del bosco di Capodimonte, il vento salmastro che viene del mare. È come soffiare sulle braci sopite dell’inverno sulle violente passioni sinora represse dal freddo. E niente è più pericoloso di tutta questa apparente innocenza”, riflette tra sé Luigi Alfredo Ricciardi).

È il commissario della squadra mobile della regia questura di Napoli, uomo di giustizia condannato – fin da bambino – a vedere i morti, quelli che hanno perduto la vita per cause violente, mentre reiterano e pronunciano all’infinito i gesti e le ultime parole, prima di chiudere gli occhi per l’eternità. E Vipera è una storia fortemente collegata al mondo – oggi retrò – dei bordelli. In uno di questi “luoghi del peccato”, il Paradiso, esclusiva casa di tolleranza nella centrale via Chiaia, viene trovata cadavere Maria Rosaria Cennamo meglio nota come Vipera, ritenuta dai suoi clienti la più bella prostituta della città partenopea sotto regime fascista.

L’ultimo cliente della ragazza dichiara di averla lasciata ancora viva, il successivo di averla trovata già con gli occhi chiusi. E alla morte di Vipera (soffocata con un cuscino) segue la rivelazione di una proposta di nozze che aveva ricevuto. Poi accettata oppure declinata? In base a ciò che la vittima ha risposto si schiude tutto un universo di possibili sospettati. E lo stesso dottor Bruno Modo, medico antifascista e grande amico del commissario Ricciardi – nonché vecchio estimatore di Vipera – finisce per cacciarsi in un grave guaio.

A svolgere le indagini è come sempre Ricciardi – personaggio enigmatico con un carattere ermetico, vive insieme a Rosa, la balia che lo ha accudito fin da piccolo (è divenuta sua madre affettiva in seguito alla morte della madre Marta) – affiancato ogni giorno dal fido brigadiere Raffaele Maione. L’aria della città (che nelle trasposizioni a fumetti targate Bonelli viene esaltata attraverso una maestria incredibile, con i personaggi, i mercati, i vicoli, le strade, i mestieri che sembrano uscire dalle pagine) traghetta non solo l’odore della pastiera appena sfornata e della salsedine marina, ma è foriera anche di sventure e male profondo.

Il commissario Ricciardi ne è consapevole, trovandosi a districarsi in un intreccio di sentimenti e motivazioni; un groviglio dove avvilimento, invidia, bigottismo e avidità si mescolano come nei fondi di caffè di una tazzina. . E nel racconto non manca di emergere la complessa vita sentimentale del taciturno e solitario Ricciardi, il cui cuore batte per Enrica Colombo, timida ragazza che abita nel palazzo di fronte, ma non è insensibile al fascino e alla corte della splendida e ricca ex cantante lirica Livia Lucani (vedova del tenore Arnaldo Vezzi), che in questa storia ha un forte impatto. Fa da cornice una Napoli magnifica che non è mai come appare, ma – al pari delle donne di piacere al centro della vicenda – sa quando (e come) offrirsi.

Le storie a fumetti di Ricciardi hanno un pregio: farsi leggere da tutti, anche da chi non è appassionato di fumetto. Ogni dettaglio è curato in modo maniacale, dai testi ai disegni al lettering. E se leggendo “Vipera” si ascoltano, in sottofondo, le note della tradizione classica partenopea il mondo fuori può aspettare.

Info: www.sergiobonelli.it