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God Is Green

Si è conclusa il 18 ottobre la terza edizione di God is Green, il festival dedicato alla sostenibilità e al futuro realizzato e prodotto da NAM – Not A Museum, il programma d’arte contemporanea di Manifattura Tabacchi, enorme complesso ex industriale poco lontano dal centro di Firenze, riqualificato come spazio multifunzionale artistico e creativo per dare voce alle arti. Il festival si è sviluppato nell’arco di dieci giorni tra installazioni, musica, testi e lecture all’insegna dell’ibridazione tra arte, architettura, editoria e scienza. Al centro la mostra SUPERCATASTROFE – Quali storie per la fine del mondo curata da Nero – casa editrice che promuove, in diversi ambiti e formati, linguaggi, pratiche artistiche e pensiero speculativo – con Medusa, Not, Parasite 2.0, Threes, Andreco, Clara Ciccioni, Federica Timeto e Miriam Tola. Perfettamente in linea con l’ormai principale ispirazione teorica dei giorni nostri, Donna Haraway, la mostra ha posto al centro delle tematiche l’emergenza climatica e l’impatto dell’uomo sulla Terra, immaginando pratiche e strategie utili a «sopravvivere in un pianeta infetto», proprio secondo le parole della Haraway. SUPERCATASTROFE ha raccolto non a caso alcuni dei più interessanti esponenti tra artisti, pensatori, attivisti e operatori culturali che anche in Italia hanno cominciato a riflettere in maniera originale sull’Antropocene, l’era geologica irrimediabilmente segnata dalla presenza dell’uomo. «Quali legami è possibile tessere nel pieno dell’apocalisse ambientale ma anche politica, economica e sociale di oggi?» si è chiesto il team di Nero che ha voluto identificare la mostra come un iperoggetto, concetto con il quale il filosofo ed ecologista Timothy Morton descrive un particolare genere di oggetti che in parte sfuggono al controllo dell’uomo.

Un concetto totalizzante quello alla base della mostra tanto che l’allestimento stesso ne è divenuto parte, curato dal collettivo Parasite 2.0, gruppo di lavoro che mira a riflettere sul rapporto habitat naturale e intervento umano tramite l’uso di scarti e rifiuti elaborati e pigmenti fluorescenti. Nel percorso espositivo grande importanza ha avuto la selezione video curata da Medusa, la principale newsletter italiana sull’Antropocene, ma anche un articolato sound collage nato dalle ricerche di Threes e i libri e le letture a cura di Not, divenute una piccola biblioteca ideale ad uso e consumo del pubblico.

L’altra novità che sta abitando da inizio ottobre Manifattura Tabacchi è il nuovo programma di Residenze d’Artista nell’ambito del programma NAM – Not A Museum, a cura di Sergio Risaliti e seguito da Paolo Parisi, il cui tema è ”L’armonia”. Gli artisti selezionati per l’edizione 2020-2021 sono Ludovica Anversa (Milano, 1996) Ambra Castagnetti, (Genova, 1993), Diana De Luca (Avezzano, 1996), Chiara Gambirasio (Bergamo, 1996), Nicola Ghirardelli (Como, 1994), Max Mondini (Parma, 1990). L’armonia chiude il capitolo del programma triennale dopo La cura e La meraviglia, esito di ogni processo creativo e spirituale per una possibile riconquista dell’equilibrio natura-uomo. In effetti, nella condizione attuale, l’armonia sembra la condizione ideale a ristabilire l’ordine tra uomo e natura: «Che senso ha definire l’armonia quando stiamo distruggendo la natura e con essa l’equilibrio tra l’uomo e l’ambiente? Come possiamo ristabilire armonia tra il progresso umano e la natura?» si chiede il curatore Sergio Risaliti. Forse una profezia l’arte potrà darla tramite le voci degli artisti in residenza che a conclusione del programma dovranno sviluppare un progetto individuale e sei opere collettive. Intanto però sono già stati realizzati appositamente in occasione di God is Green i manifesti d’artista; è inoltre in corso il ciclo di talks aperti al pubblico con gli ospiti protagonisti di questa edizione: l’11 novembre Rebecca Moccia, il 26 novembre Marinella Senatore, il 9 dicembre Masbedo e il 16 dicembre Patrick Tuttofuoco.

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