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Raffaello a fumetti

Cinquecento anni. Tanto è passato dalla morte di Raffaello Sanzio, pittore e architetto tra i più noti del Rinascimento. Ritenuto a ragione uno dei maggiori artisti di ogni tempo, capace di segnare – grazie alla sua maestria – un percorso imprescindibile per tutti i pittori successivi, Raffaello può essere omaggiato (anche) recuperando un delicato volume a fumetti scritto e disegnato da Alessandro Bacchetta per la collana Prodigi fra le nuvole di Kleiner flug. Il graphic novel Raffaello (brossurato, 64 pagine a colori, 14 euro) rende tributo ad un artista inarrivabile che, più di ogni altro, attraverso l’armonia delle sue opere è stato in grado di esaltare grazia e splendore, incarnando pienamente gli ideali medesimi del già citato Rinascimento. Scomparso a Roma – dove la ”grande bellezza” è di casa – il 6 aprile 1520 («quale giorno migliore per richiamarlo a sé del venerdì santo?»), l’artista urbinate ha interrotto, con la sua dipartita (oggi è sepolto nel Pantheon, secondo le ultime volontà), un cammino storico senza precedenti, nonché il grandioso progetto di ricostruzione grafica della Roma antica, che gli venne commissionato direttamente dal pontefice, per riscattare – dopo secoli di oscurità e disfacimento – tanto la grandezza quanto il blasone della capitale dei Cesari. Definito ”divino” da colleghi e critici, rapportato alla figura dagli intellettuali e dagli ecclesiastici, Raffaello – incoraggiato fin da giovane dal padre Giovanni Santi (intellettuale, poeta e pittore) a studiare le opere di Piero della Francesca – è al centro di questo racconto a fumetti a metà strada tra finzione e ricostruzione storica. Congiuntamente al percorso artistico e alla vita privata dell’artista, Bacchetta ne definisce la figura, assai complessa, facendo leva sulla narrazione esplicitata da tre personaggi (cari al genio umbro) nel momento in cui ricevono – oppure si apprestano a ricevere – la comunicazione della sua improvvisa dipartita. Prima di tutti c’è Sara, che incontra Raffaello, il suo primo amore a Città di Castello (Perugia), quando entrambi sono giovani, nel periodo in cui il maestro dipinge Lo sposalizio della vergine (datato 1504, è conservato nella pinacoteca di Brera a Milano). Quindi Michelangelo Buonarroti, di stanza a Firenze, che ebbe differenti occasioni di confronto con il ”rivale”, mettendo in atto un rapporto ambiguo, in bilico tra ammirazione e invidia. Infine Margherita Luti (detta la ”Fornarina”, a Roma) il cui rapporto con Raffaello ha dato il là a numerose opere d’arte, con miti e leggende ad incorniciare il tutto. «Roma, 6 aprile 1520, palazzo Caprini. Raffaello muore improvvisamente, a causa di un’influenza contratta pochi giorni prima; la trasfigurazione, ormai completata, è posta in fondo alla stanza». Questo l’incipit del racconto messo nero su bianco (anzi, a colori) da Bacchetta – nato nel 1986 a Città di Castello, si è diplomato presso la Scuola internazionale di comics – che, impostando questa narrazione a tre, ben distinta in altrettanti capitoli, vivacizza l’intero excursus. Il disegno dal tratto naturale, poco definito (seppur non si possa etichettare come ”scolastico”) e impostato con la tecnica dell’acquerello, rende questa lettura tenue, dolce, particolarmente adatta ai giovanissimi. Da recuperare.

Info: www.kleinerflug.com

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