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Jim Dine, la mostra a Roma

Ha aperto i battenti l’11 febbraio al Palazzo delle Esposizioni la mostra dedicata a Jim Dine (fino al 2 giugno). Un’ antologica realizzata in stretta collaborazione con l’artista e curata da Daniela Lancioni. Oltre 80 opere, datate dal 1959 al 2018, provenienti da collezioni pubbliche e private, europee e americane, compongono un esaustivo apparato iconografico che restituisce la memoria visiva di un artista entrato nell’immaginario collettivo. Il suo lavoro, radicale e innovativo, ha avuto un grande impatto sulla cultura visiva contemporanea, in particolare su quella italiana degli anni Sessanta. Nonostante la sua popolarità, Jim Dine rimane un artista difficilmente catalogabile in virtù soprattutto della sua volontà d’indipendenza e del suo rifiuto a identificarsi nelle categorie della critica, della storia dell’arte e del mercato. Sono esemplari l’autonomia e la libertà con le quali da sempre si rapporta al panorama dei valori accertati. Lo dimostrano le sue vicende biografiche e i suoi lavori tenacemente aderenti alle esperienze vissute, ”ineducati” e ”inquietanti”, come talvolta sono stati definiti.

Un ampio spazio è dedicato ai dipinti datati tra il 1960 e il 1963, attraverso i quali i visitatori possono familiarizzare con i temi noti dell’arte di Dine: gli strumenti di lavoro, la tavolozza del pittore, gli indumenti. Una tappa della mostra è dedicata ai lavori degli anni 1964 e 1965, in particolare alle sculture di alluminio (Red Axe, Large Boot Lying Down entrambi del 1965) e a quelle opere dove l’artista affida il suo autoritratto agli indumenti svuotati dalla figura. Ai noti Cuori di Jim Dine è dedicata una sala, con alcune delle opere realizzate a Putney nel Vermont nell’inverno del 1970-1971. Tra l’altro è esposto anche il grande cuore di paglia (Straw Heart) insieme alla mano verde (Green Hand), opere apparse nella mostra Nancy and I at Ithaca all’Andrew Dickson White Museum of Art di Ithaca (New York) del 1967. 

Nell’ultima delle sei sale intorno alla rotonda del Palazzo delle Esposizioni è esposta Black Venus del 1991 (scultura derivata dal modello della Venere di Milo, cui Jim Dine lavora a partire dalla fine degli anni Settanta) e altre opere diversamente riconducibili a modelli dell’arte del passato. La mostra prosegue con una selezione di opere degli anni più recenti e termina con una folla di Pinocchi, sculture in legno realizzate a partire dai primi anni Duemila. Questa reiterata presenza svela la predilezione di Jim Dine per il personaggio di Carlo Collodi, creatura meravigliosa portatrice dell’antica metamorfosi dell’inanimato che prende vita.

Dall’11 febbraio al 2 giugno
Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 94 – Roma
Info: www.palazzoesposizioni.it

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