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Il Louvre ”attracca” a Venezia

«Arrivare a Venezia dalla terraferma era come entrare in un palazzo dalla porta di servizio, e solo per nave, dall’alto mare [...], bisognava giungere nella più inverosimile città del mondo». Era il 1912, e a distanza di più di un secolo effettivamente le navi continuano ad arrivare a Venezia. Peccato che oggi non solo sono enormi – lunghe fino a 400 metri, larghe anche più di 40 metri, con altezze superiori ai 50 o 60 metri, come un palazzo di 15 piani, con profondità sott’acqua fino ai 10 metri – ma ad attraversare la laguna ormai se ne contano più di 500 all’anno circa. La diatriba, riaccesa di recente sull’ondata degli ultimi incidenti, che d’altronde rappresentano solo la punta dell’iceberg di più invisibili e permanenti problemi che questo traffico elefantiaco provoca a una tra le città più delicate al mondo e ai suoi abitanti, è nota e di lunga durata. Eppure stupisce che nonostante ciò, sia proprio il museo più importante al mondo, tempio dell’arte mondiale, a pianificare di offrire dei viaggi culturali su queste lussuose navi da crociera.

Di fatto, il Louvre da qualche tempo chiude delle partnership che rasentano il commerciale, estendendo il suo format tradizionale e aprendosi ad altri settori. Ha iniziato con Airbnb, dando al visitatore fortunato la possibilità di passare una notte con la Monnalisa. Adesso si è dato al turismo d’arte sulla nave da crociera. La compagnia francese Ponant ha preparato degli itinerari insieme al museo per due viaggi inaugurali che partiranno ad agosto e novembre 2020. Si comincerà con Gioielli culturali dell’Adriatico: un itinerario tra Montenegro, Croazia e Italia, che includerà diversi siti Patrimonio UNESCO, tra i quali l’Acropoli di Atene, il santuario di Delfi, i trulli di Alberobello, la città vecchia di Kotor, il palazzo di Diocleziano a Ravenna, e Venezia come destinazione. A guidare le visite saranno esperti d’eccezione come Jannic Durand, direttore del Dipartimento di Arti Decorative e Ludovic Laugier, curatore del Dipartimento di Antichità greche, etrusche e romane. Il secondo viaggio, invece, I Tesori del Golfo Persico, toccherà i siti di attrazione di Emirati Arabi Uniti, Qatar e Oman, con gran finale al Louvre di Abu Dhabi. A bordo ci sarà Yannick Lintz, direttore del Dipartimento di Arte islamica.

Considerato che la capienza della nave è di “solo” 244 persone, in confronto alle oltre 1000 delle altre imbarcazioni, l’azienda ha dichiarato che «Le Lyrial è piccola e intima». Piccola o grande che sia questa nave, di certo la notizia non fa che alimentare le critiche e le preoccupazioni sul tema grandi navi e turismo di massa che invade la città. Una questione su cui anche Banksy aveva attirato l’attenzione, preparando una performance proprio durante la settimana di apertura della Biennale d’Arte. È chiaro che il fatto che sia stato il Louvre ad avere un’iniziativa simile lascia quel misto di amarezza e sbalordimento dentro di quello che non era solo un brutto sogno.

 

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