Il paradigma di Kuhn, una grande collettiva in due sedi che riflette sulle rivoluzioni

Cremona

Il paradigma di Kuhn è il titolo di una collettiva che riunisce 19 artisti in due sedi e in due tempi diversi. Il progetto ideato da Ettore Favini, Esther Biancotti e Jacopo Figura, con un testo di Rossella Farinotti, è partito il 20 gennaio nella galleria Fuori campo di Siena dove rimane fino al 31 marzo. Il 27 gennaio, invece, apre nello Studio O2 di Cremona fino al 28 febbraio. A riunire gli artisti è il pensiero dello storico e filosofo statunitense Thomas S. Kuhn così come è presentato nel suo testo più famoso: La struttura delle rivoluzioni scientifiche. Nel libro Kuhn sostiene che ogni scoperta inizia dalla constatazione di un’anomalia studiata fino a quando viene fatta rientrare nel sistema. Questa alternanza fra regola e sovversione si ritrova anche nella storia dell’arte segnata da avanguardie, manifesti e secessioni. Le opere in mostra cercano quindi di leggere la storia in maniera obiettiva senza mai scadere in una visione reazionaria o passatista. La costruzione stessa di alcune opere in esposizione si basa su giochi di equilibri fra tensioni e allentamenti in cernca di un nuovo centro dal quale ripartire.

Nella galleria senese troviamo un lavoro per ogni artista che verrà sviluppato nello spazio di Cremona,  ex edificio industriale gestito da un gruppo di giovani ingegneri specializzati nella diagnosi energetica degli edifici. Gli artisti chiamati sono: Marco Basta, Thomas Berra, Alessandro Biggio, Andrea Bocca, Pamela Diamante, Antonio Fiorentino, Mafalda Galessi, Corinna Gosmaro, Helena Hladilovà, Vincenzo Napolitano, Dario Pecoraro, Alessandro Polo, Gianni Politi, Agne Raceviciute, Stefano Serretta, Namsal Siedlecki, Luca Trevisani, Serena Vestrucci e Mauro Vignando. Info: www.galleriafuoricampo.com