Quarto appuntamento per Conversation Piece, il ciclo di collettive curate da Marcello Smarrelli e ospitate dalla fondazione Memmo con lo scopo di monitorare la scena contemporanea e inscenare un dialogo fra artisti italiani e stranieri in residenza a Roma. Il sottotitolo di questa quarta edizione, aperta dal 16 dicembre al 18 marzo, è un elogio al camminare: Giant steps are what you take. La frase è un verso di Walking on the moon, famoso brano dei Police. I sei artisti chiamati declinano allora il concetto del procedere in altrettante visioni personali. Tutti i lavori in mostra sono stati realizzati dagli autori per la collettiva e si presentano quindi come opere inedite.
I lavori di Yto Barrada (Parigi, Francia, 1971) si presentano come maquette, fase intermedia di un percorso di produzione di opere che saranno presentate in una prossima mostra personale dell’artista al Barbican di Londra; il video di Eric Baudelaire (Salt Lake City, Stati Uniti, 1973) è frutto di vere e proprie promenade nei centri delle città europee, di cui sottolinea l’inedita presenza – estraniante e invadente – delle forze armate in assetto da guerriglia urbana; la scultura di Rossella Biscotti (Molfetta, 1978) riproduce i dodici passi che l’artista ha compiuto per molti mesi come esercizio fisioterapeutico, chiamando così in causa un elemento autobiografico; Jörg Herold (Lipsia, Germania, 1965) propone un intervento ambientale che, partendo dai 99 nomi attribuiti ad Allah, evoca un cammino iniziatico, un percorso ascensionale e spirituale; l’installazione di Christoph Keller (Berlino, Germania) riflette sottilmente sulla natura del momento che precede l’atto della creazione – il nulla – attraverso una presenza discreta eppure incisiva; Jakub Woynarowski (Cracovia, Polonia, 1982) compone infine sulle finestre di Palazzo Ruspoli che si affacciano su via del Corso un atlante di segni e simboli ricorrenti nelle diverse epoche, delineando così un percorso storico artistico fatto di corrispondenze inattese e misteriose che mettono in discussione le periodizzazioni cui siamo abituati e il ruolo dirompente delle avanguardie. Info: www.fondazionememmo.it


