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In mostra al castello Sforzesco il Pellizza da Volpedo fotografo

Il rapporto fra pittori e fotografie fra fine Ottocento e inizio Novecento ha tenuto e tiene impegnati storici di tutto il mondo. Un concetto sembra chiaro: la fotografia, spesso, per il pittore, non aveva valore in sé ma serviva solo come modello per i suoi lavori, in sostituzione del modello vero e proprio che veniva sollevato da ore immobilità imposte dalla posa. Per quanto può sembrare difficile da credere era così anche per Pellizza da Volpedo nonostante le sue fotografie sembrino autonome, belle e complete in loro stesse. Passando fra le sale del Civico archivio fotografico e Raccolta delle stampe Achille Bertarelli del Castello Sforzesco, a Milano, dove è in mostra fino al 6 dicembre, l’esposizione che raccoglie le fotografie del pittore simbolista è difficile credere che siano scatti usati solo come modelli. Il tema che ricorre nelle fotografie di Pellizza è il suo paesaggio natale, immortalato nelle varie stagioni, da varie angolature. La mostra è un tuffo nel passato di quando era ancora incerto il destino della fotografia e quello della pittura, poco dopo arrivata all’avanguardia. A completare il percorso una selezione delle fotografie che Paolo Monti nel 1980 realizzò nell’ambito di una campagna fotografica dedicata a Fiumana e al Quarto Stato, allora esposti a Palazzo Cuttica di Alessandria nella mostra antologica dedicata allo stesso Pellizza.

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