Italia-Slovenia e l’architettura

«Le frontiere sono laboratori creativi dell’arte di vivere insieme – dice il sociologo Zygmunt Bauman – sono terreni in cui vengono gettati e germogliano, consapevolmente o meno, i semi di forme future di umanità». Queste parole illuminano bene il principio fondante del protocollo d’intesa che l’Ordine degli architetti di Roma e provincia ha firmato con l’Ordine degli architetti di Lubiana, per suggellare ufficialmente l’intento di cooperazione tra l’Italia e la Slovenia nella sfera sensibile della disciplina architettonica, creando una rete di contatti tra professionisti, istituzioni e imprese edilizie, essenziale per rivitalizzare il settore. Sulla scia dell’accordo bilaterale è nata la mostra Architettura= 5 anni di architettura slovena, curata da Miha Dešman e allestita alla Casa dell’architettura di Roma, grazie alla sinergia dei due ordini professionali insieme all’ambasciata della Repubblica di Slovenia. Si tratta di una selezione di 40 progetti integralmente realizzati nell’arco del quinquennio 2008-2012, documentati a partire dalla loro genesi, con ricco apparato di schizzi, modelli in scala, fotografie e perfino immagini che hanno dato ispirazione agli architetti.

Gli autori hanno scritto piccoli saggi per spiegare con riflessioni critiche l’idea di spazio sottesa ai progetti e le problematiche fronteggiate nella realizzazione. Tra le opere figurano anche quelle realizzate all’estero da architetti sloveni. La mostra si articola in sei gruppi tematici: rinnovamento, villaggio, natura, città, sport ed estero. «Nel 2004 la Slovenia è stato il primo fra i paesi dell’ex Jugoslavia ad aderire all’Unione europea e l’Italia ha sostenuto il pieno inserimento di Lubiana nella comunità internazionale – dice l’architetto Paola Pisanelli Nero, coordinatrice dei progetti bilaterali tra i due ordini professionali – dopo l’adesione lo stato sloveno ha sin da subito manifestato un forte interesse a intensificare la collaborazione all’interno della famiglia europea ed in particolare con l’Italia». La prima idea della mostra è sbocciata in concomitanza con Maribor 2012, celebrazione della città slovena come Capitale europea di cultura e l’obiettivo finale, messo in luce durante la tavola rotonda nel corso dell’inaugurazione, è suggerire risposte possibili alle questioni cruciali della disciplina: conciliare il patrimonio edilizio del passato con la spinta alla modernizzazione; perseguire la sostenibilità armonizzando il principio dell’etica con quello dell’estetica; evidenziare i caratteri dell’architettura slovena contemporanea per far emergere il suo contributo alla società, all’ecologia e all’economia. Mario Panizza, rettore dell’Università degli studi di Roma Tre, durante il dibattito ha ricordato che «il mestiere di architetto deve essere educativo nei confronti della città».

Alla presenza di Iztok Mirošič, ambasciatore della Repubblica di Slovenia in Italia, il presidente dell’Ordine degli architetti di Roma Livio Sacchi ha sottolineato quanto sia importante organizzare esposizioni di questo tipo, «per impedire che l’atto istituzionale del protocollo d’intesa diventi una scatola vuota». Il gemellaggio favorisce l’internazionalizzazione del mestiere di architetto per un fertile confronto culturale, necessario a una contemporaneità in cui tutti i professionisti sono chiamati a misurarsi con un orizzonte europeo e mondiale. «Per ogni paese presentare la propria architettura a Roma è un onore – dice Maja Ivanič, presidente dell’Ordine degli architetti di Lubiana – In Slovenia c’è molta attenzione a valorizzare il contesto nazionale, il che significa rispetto verso lo spazio urbano e naturale». La mostra è il terzo evento ospitato a Roma nell’ambito del protocollo d’intesa: nel 2011 la Facoltà di architettura di Santa Maria ai Monti ha ospitato una retrospettiva sull’architetto Viktor Sulčič curata da Matej Mljač e nel 2013, alla Casa dell’Architettura, si è svolta Small and smart, rassegna di cortometraggi curata e prodotta da Jeff Bickert e premiata all’Architeturas film festival di Lisbona. La tavola rotonda si è chiusa con la promessa di un quarto evento per suggellare l’interscambio tra Slovenia e Italia: nel 2015 sarà la volta degli architetti italiani, che presso la Galleria Dessa di Lubiana offriranno un saggio del loro genio creativo nell’ambito delle prestigiose Giornate di architettura di Pirano.

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