Parla Penone dopo il riconoscimento giapponese

Firenze

Fresco di riconoscimento per il premio internazionale Praemium Imperiale per la scultura, Giuseppe Penone risponde alle domande di Stefano Bucci sul sito del Corriere della Sera: «Quello che cerco, quando lavoro su un sasso – dice l’artista – su un pezzo di marmo o su un tronco d’albero è prima di tutto la sorpresa ovvero la gioia di sorprendermi». Difende, quasi, a modo suo, il sistema dell’arte italiana, privo di programmazioni a lungo termine: «L’Italia è un paese incredibile – ammette Penone – un paese capace anch’esso di sorprenderti. Pensi che della mostra di Firenze non avevo avuto più notizie da novembre, poi improvvisamente tutto è ripartito, così in fretta che pensavamo persino di non farcela. Purtroppo questa imprevedibilità nasce dalla mancanza, tutta italiana, di una vera e propria programmazione in campo artistico-culturale». Ora l’ex poverista è in mostra fino al 5 ottobre nel capoluogo toscano con l’esposizione Prospettiva vegetale, al Giardino di Boboli e al Forte di Belvedere. Si esprime anche sull’arte di Koons e Hirst, di fatto così lontana dalla sua: «Un’opera se è veramente tale, sia che si tratti di scultura o di dipinto, deve essere capace di comunicare senza tanti pretesti e senza tanti aiuti». Qui l’intervista completa.