A Pescina, il Premio Silone celebra cultura, memoria e solidarietà

La XXIX edizione premia la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta da Alessandra Taccone, nel ricordo di Emmanuele Emanuele

A Pescina la cultura torna a essere una forma concreta di memoria e, insieme, di responsabilità civile. Si è conclusa sabato 22 agosto la XXIX edizione del Premio Internazionale “Ignazio Silone”, la manifestazione dedicata allo scrittore abruzzese che, attraverso tre giornate di incontri, convegni e percorsi nei luoghi siloniani, ha riportato al centro il rapporto tra letteratura, impegno e comunità.

Il momento conclusivo si è svolto nella Sala Conferenze Ignazio Silone del Teatro San Francesco, dove è stato consegnato il Premio 2026 a Giorgio Pasotti, attore e Direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo. Il riconoscimento ne ha valorizzato il percorso artistico e l’impegno nella promozione della cultura e del teatro, in particolare nel territorio abruzzese, in una prospettiva che richiama quella stessa attenzione alle identità locali e alla possibilità della cultura di generare riscatto che attraversa l’opera di Silone.

Ma il premio non si è esaurito nella celebrazione di una personalità del mondo dello spettacolo. La XXIX edizione ha costruito infatti un percorso più ampio, nel quale la memoria di Silone è diventata occasione per interrogarsi sul presente: sulla cultura come strumento di emancipazione, sulla solidarietà come pratica concreta e sulla necessità di mantenere vivo il rapporto tra i luoghi e le persone che li abitano.

In questa prospettiva assumono particolare rilievo le Menzioni Speciali “Che fare a Fontamara”, assegnate a figure e istituzioni impegnate in ambito culturale, scientifico e sociale. Tra i destinatari figurano Virginia Di Mascio, del Centro Studi Ignazio Silone, il regista Gabriele Cipollitti, Bruno Mancini dell’Université de Lorraine, l’ex presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo Gianni Melilla e la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale.

Da sin a dx: Il Consigliere Regionale Massimo Verrecchia, il Sindaco di Pescina Luigi Soricone, il suo Assessore alla Cultura Giovanni Tranquilli, la Presidente FTPI Alessandra Taccone, il Vice Presidente della Regione Emanuele Imprudente, l’Assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri e la Consigliera Regionale Antonietta La Porta

Proprio alla Fondazione, presieduta dalla professoressa Alessandra Taccone, è andato un riconoscimento particolarmente significativo, legato al suo impegno nei settori della cultura, dell’arte, del sociale e dell’inclusione. Una scelta che assume a Pescina un valore ulteriore, perché si inserisce nella storia recente della Casa Museo Ignazio Silone e del Centro Studi dedicato allo scrittore.

La motivazione richiama infatti il ruolo svolto dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale sotto la guida del professor Emmanuele F. M. Emanuele, ricordando in particolare il contributo alla rinascita della Casa Museo Silone e alla promozione del Centro Studi. Un lavoro che ha contribuito a restituire centralità e visibilità internazionale alla figura dello scrittore e alla sua terra d’origine.

Taccone, originaria dell’Abruzzo, ha accolto il riconoscimento sottolineando il valore del legame con Pescina e con l’eredità siloniana. «Sono profondamente onorata di ricevere, quale Presidente della Fondazione Terzo Pilastro, la Menzione Speciale del Premio Silone 2026», ha dichiarato, definendo il riconoscimento un ulteriore elemento di connessione tra la Fondazione, la città e la figura di Silone, nel segno dei valori di «libertà, uguaglianza e inclusione».

La presidente ha quindi ricordato il proprio predecessore, Emmanuele Emanuele, sottolineando il suo «impareggiabile spirito filantropico» e il ruolo avuto nel rilancio della Casa Museo e del Centro Studi Ignazio Silone. «La Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, che ho l’onore di rappresentare qui oggi, ne ha raccolto con orgoglio l’eredità morale», ha aggiunto Taccone, ribadendo l’impegno a proseguire quel percorso nella convinzione che la cultura possa essere «un potente motore di solidarietà e giustizia sociale».

Il tema della memoria è tornato con particolare intensità anche nella consegna delle targhe commemorative dedicate a due figure profondamente legate alla custodia dell’eredità siloniana: Tiziana Cucolo, presidente emerita del Centro Studi Ignazio Silone, e il professor avvocato Emmanuele F. M. Emanuele, già presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e cittadino onorario di Pescina.

Il ricordo di Emanuele ha assunto così una dimensione pubblica e collettiva. La città ha voluto riconoscere il ruolo di un uomo che aveva intrecciato filantropia, cultura e territorio, contribuendo in maniera decisiva alla rinascita della Casa Museo Silone. Un intervento che, negli anni, ha permesso di trasformare un luogo della memoria in uno spazio capace di continuare a produrre cultura e relazioni.

da sx., il Consigliere regionale Massimo Verrecchia e la Prof.ssa Alessandra Taccone

È forse proprio qui che il Premio Silone trova oggi la sua ragione più profonda. La memoria dello scrittore non viene trattata come un patrimonio immobile, da conservare semplicemente nel tempo, ma come una materia ancora capace di interrogare il presente. Silone, con la sua attenzione agli ultimi, alla libertà, alla giustizia e alla dignità delle persone, continua a offrire una grammatica civile attraverso cui leggere le contraddizioni contemporanee.

I tre giorni della manifestazione – dal 20 al 22 agosto – hanno seguito questa direzione, alternando momenti di studio e approfondimento a visite e percorsi nei luoghi più significativi della storia siloniana. Un programma che ha coinvolto istituzioni, studiosi, operatori culturali e rappresentanti del mondo sociale, alla presenza del nuovo sindaco di Pescina Luigi Soricone, dell’assessore alla Cultura Giovanni Tranquilli, del vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente, dell’assessore regionale al Bilancio Massimo Quaglieri e della consigliera regionale Antonietta La Porta.

La conduzione del momento conclusivo è stata affidata al giornalista Luca Di Nicola, in una giornata che ha riunito intorno alla figura di Silone diverse generazioni e diversi linguaggi della cultura.

Il riconoscimento a Giorgio Pasotti, le menzioni “Che fare a Fontamara” e l’omaggio alle figure che hanno contribuito a custodire e rilanciare la memoria dello scrittore compongono così un unico racconto. Quello di una cultura che non si limita a celebrare il passato, ma prova a trasformarlo in uno strumento per il presente.

A quasi trent’anni dalla sua nascita, il Premio Internazionale Ignazio Silone conferma dunque la propria vocazione: fare di Pescina non soltanto il luogo natale di uno dei grandi scrittori italiani del Novecento, ma un laboratorio permanente di riflessione sui valori che la sua opera continua a consegnare al nostro tempo. Cultura, solidarietà, libertà e impegno civile diventano così non parole da commemorare, ma pratiche da rinnovare.