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La ragazza con l’orecchino di perla torna a casa: riapre il Mauritshuis

Ci sono voluti due anni e trenta milioni di euro perché l’architetto Hans van Heeswijk completasse l’opera: raddoppiare lo spazio espositivo del museo Mauritshuis, raggiungendo una planimetria di quasi settemila metri quadri. Solo una porzione dei nuovi spazi è destinata a funzioni espositive: la cosiddetta ala Shell, riservata alle mostre temporanee, insieme agli spazi realizzati per ospitare meeting e conferenze. Linee minimali che integrano ricchezza del preesistente seicentesco e la raffinatezza del design contemporaneo. Nato come residenza del conte Johan Maurits van Nassau-Siegen, governatore del Brasile dal 1636 al 1644, allora colonia olandese, il museo, rinnovato e ampliato attraverso un’espansione sotterranea, riapre il 27 giugno. Per l’occasione, la mostra di apertura racconta la storia dell’edificio, progettato da Jacob van Campen. Tra le opere che tornano a casa: La ragazza con l’orecchino di perla  di Jan Vermeer, opera iconica del Seicento olandese fino a maggio in mostra a Bologna, Il Cardellino di Carel Fabritius, Lezione di anatomia di Rembrandt, insieme a Rubens e Van Dyck.

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