Tramite un nuovo approccio, quale il racconto visivo, si vogliono narrare gli episodi artistico biografici dei grandi artisti nel Novecento. Il primo della serie è Warhol come non lo hai mai visto, aneddoti salienti della vita del grande artista, illustrati con una grafica che richiama il fumetto, di cui Warhol è il protagonista. L’artista appare, attraverso i testi di Catherine Ingram e i disegni realizzati ad hoc da Andrew Rae, come un personaggio animato di cui seguire le vicende personali: situazioni e avvenimenti che sono rigorosamente il frutto di una ricostruzione e ricerca storica. Il libro procede in maniera cronologica, dall’infanzia a Pittsburgh e il rapporto quasi morboso con la madre, alla nascita del marchio Warhol, dal rapporto con la fede a quello con il tempo che passa e con la morte, dalle feste degli sfavillanti anni ’70 ai film, alle fotografie e alla pubblicità, per arrivare alle ossessioni quasi maniacali di cui Warhol era vittima. Diventa così immediato, attraverso un ritratto biografico visuale ed estremamente dettagliato, comprendere la genesi e l’influenza delle sue opere che sono state riprodotte in parte anche nel libro. Il racconto del testo ci restituisce, confermandola, l’immagine di una personaggio estremamente contemporaneo per il suo tempo, con indiscutibili doti di precursore. Anche in un confronto con la nostra epoca, basti pensare alla moda dei selfie. Il fenomeno, che in questo ultimo anno ha visto coinvolti personaggi famosi e non, era già stato anticipato da Warhol in tempi tecnologicamente meno evoluti, quando l’artista utilizzava la sua macchina fotografica polaroid, così come oggi si utilizza lo smartphone, riflettendo e rielaborando la propria immagine in alta risoluzione. Un gesto quasi ossessivo tutt’oggi diffuso che esprime un disagio della società moderna.


