Appunti per il flauto magico

Tele cosparse di accenni di surrealtà per raccontare un mondo ovattato che si trova appena dietro la brutalità del quotidiano: ammirare i dipinti di Franco Fortunato significa ritrovarsi a voler abitare quelle rilassanti dimensioni. Accattivanti e morbidi, dodici inediti oli di Fortunato si ritrovano alla galleria capitolina 20 Artspace nella mostra Appunti per il Flauto magico, il nuovo ciclo pittorico dell’artista capitolino dedicati alla celebre opera di Mozart, che uniti ad altri trenta lavori ad olio realizzati negli ultimi due anni, permettono un corposo e interessante aggiornamento sul suo percorso lavorativo. Il ciclo dedicato al Flauto magico racconta l’opera di Mozart attraverso una serie di tele che vengono anche raccolte in un’unica grande opera che si apre alla vista dello spettatore come un libretto musicale animato. Scheletri e castelli, stilizzati e fluttuanti, si susseguono negli ampi spazi della galleria ma invece di incutere un referenziale timore finiscono per rassicurare lo sguardo: una dominante nell’opera di Fortunato che, nonostante le ambientazioni stranianti, non vuole disturbare la percezione dello spettatore ma semplicemente traghettarlo in una dimensione altra.

Classe 1946, l’artista si forma come autodidatta e nel mentre compie studi scientifici da cui potrebbe aver attinto l’amore per la linea e la sistematicità del tratto proprio di tanti suoi lavori. Affascinato dalle atmosfere favolistiche (come dimostrano le serie dedicate a Pinocchio, Il piccolo principe e Moby Dick), Fortunato predilige avvicinarsi a tematiche epiche proprie della letteratura e dell’arte figurativa dando vita a finestre poetiche popolate da figure lievi che abitano senza sensazionalismi lo spazio circostante. La figura del vagabondo è un tema ricorrente nella sua ricerca estetica, una figura minuta e raccolta, che ricorda la fisionomia dell’artista stesso, che attraversa quasi ininterrottamente tutto il percorso artistico del pittore. Un percorso, raccolto nell’esposizione, costellato da opere ricche di emotività e da altre di decisamente meno forte impatto. Nel corso della sua vita Fortunato non si è dedicato solo alla pittura su tela ma ha realizzato anche varie pitture murali su edifici pubblici e privati. Fra queste va ricordato Via Matris Gloriosae nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Caramanico Terme. Il suo lavoro si sviluppa, inoltre, anche nel campo della grafica, della scultura e della ceramica.

Fino al 25 novembre

Galleria 20 Artspace, via XX Settembre 122, Roma

Info: www.20artspace.it