Spazi

Piazza Gae Aulenti

Il sette dicembre si è aperta agli sguardi dei cittadini il nuovo spazio di Porta nuova Garibaldi, piazza Gae Aulenti, disegnata dall’architetto argentino Cesar Pelli in collaborazione con il paesaggista italiano Land: un gioiello d’architettura dove si respira un’aria internazionale. Arricchita da tre fontane circolari che la velano d’acqua e da una panchina scultura di centocinque metri, la piazza sopraelevata di sei metri rispetto alla base della città, ha una superficie complessiva di duemilatrecento metri quadrati e un diametro di ottanta metri. Da novembre la prima opera urbana di Alberto Garutti, composta da ventitré tubi in metallo cromato ottone ha richiamato l’attenzione su quest’area che è possibile osservare nelle sue diverse fasi di nascita attraverso gli scatti di Gabriele Basilico e Marco Garofalo, posizionati sulle vetrine che si rivolgono verso corso Como.

«L’Italia ha insegnato al mondo a realizzare città straordinarie e infrastrutture innovative – afferma Manfredi Catella, presidente e amministratore delegato di Hines, promotore e investitore – ed è il momento di riacquisire questa nostra tradizione e trasformare il paese in uno dei laboratori di urbanistica e di architettura più importanti a livello internazionale». Passeggiare tra le strutture della piazza significa anche poter ammirare parte della collezione d’arte Unicredit. Infatti, quattordici opere di grandi dimensioni mostrano “Un nuovo mondo”, titolo di questa esposizione visibile a tutti dalle vetrine dei palazzi. Opere che raccontano di mondi immaginari, capovolti. Presenti per esempio i mappamondi reinventati da Diamante Faraldo e da Andrei Roiter; la città nascente dal nulla di Jiang Pengyi, la tenda metropolitana di Perino & Vele e opere di Stas Shuripa e Armin Boehm «Aprire una nuova piazza significa dare alla città un nuovo pezzo di destino, nuovi romanzi, una folla di nuove possibilità, di nuovi inizi, è questa la lezione della storia – spiega Garutti – aprire una nuova piazza significa donare alla città un nuovo pezzo di memoria perché per quanto nuova una piazza sa riempirsi subito di ricordi, di strette di mano, di baci, di storie che nascono e di storie che finiscono».

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