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Galleria Carracci in restauro

A gennaio 2013 inizieranno i restauri della galleria dei Carracci a palazzo Farnese a Roma, sede dell’ambasciata di Francia. Un cantiere globale che andrà a intervenire sulle pareti dipinte dal pittore bolognese per Odoardo Farnese, con la collaborazione del fratello Agostino e gli allievi, e sugli stucchi. Nella cornice della sala dell’Ercole è stata lanciata ufficialmente la gara d’appalto alla presenza, tra gli altri, dell’ambasciatore Alain Le Roy, la soprintendente Rossella Vodret (Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale del comune di Roma) e Bertrand du Vignaud, presidente del World monuments fund europe che è il mecenate unico del progetto. Il Wmf è la più grande organizzazione internazionale privata per la tutela dei beni culturali nel mondo.

 Qual è la filosofia del Wmf?

«Aprire alla società civile i beni pubblici, coinvolgendo i privati nella tutela degli stessi. La nostra filosofia è lavorare per monumenti e siti che siano aperti al pubblico e l’idea di fondo del restauro della galleria dei Carracci è proprio questa: far sì che palazzo Farnese diventi ancora più aperto e fruibile dalla collettività. Inoltre ci occupiamo parallelamente sia di monumenti famosissimi che di altri meno noti».

 È stato difficile trovare i finanziatori del restauro?

«Il progetto è molto importante per Roma, l’Italia e l’Europa intera. Ho impiegato un anno per trovare un milione. Metà della somma è stata stanziata da New York da Robert Wilson (Robert W. Wilson Challenge). La sua condizione era che trovassi finanziatori di altri paesi, in linea con un’idea di partnership dinamica e intraprendente, tipicamente statunitense. Gli Stati Uniti hanno un approccio rapido a pratico e il Wmf ha portato questa idea nel mondo diventata grande grazie al sistema fiscale Usa, molto democratico, che prevede detrazioni per investimenti fatti in altri paesi. Il finanziatore europeo è la fondation de l’Orangerie pour la philanthrophie individuelle».

 Quali sono le tappe principali del progetto?

«Oggi lanciamo la gara d’appalto che rimane aperta fino al 3 dicembre. Selezioniamo le imprese, riuniamo il comitato scientifico composto da personalità italo-francesi e da gennaio 2013 iniziamo i lavori che dureranno almeno un anno».

 

Quali sono le gioie più grandi e, al contrario, i dispiaceri di questo lavoro?

«La gioia sono i progetti meravigliosi che portiamo avanti nel mondo, dalla città proibita di Pechino, a Versailles, alla Cambogia., il Messico e il Brasile, da cui sono appena tornato. Ma un’altra grande felicità è trovare dei monumenti poco conosciuti, sparsi qua e là nei diversi stati».

 Tra i progetti più recenti c’è la chiesa di San Clemente a Casauria, vicino Pescara, danneggiata dal terremoto in Abruzzo. Come vi siete mossi e come stati i rapporti con gli amministratori italiani?

«Quando ho saputo del terremoto ero a Salisburgo. Sono rimasto molto colpito e due settimane dopo mi sono recato sul posto. Ho trovato una lista dei monumenti danneggiati dal sisma, con le stime dei costi. Devo dire che il ministero dei Beni culturali è stato estremamente preciso in quell’occasione. Ho scelto personalmente San Clemente. Sono partito per New York a cercare i fondi, poi sono stato a Berlino e ho trovato una fondazione privata, quindi a Pescara dove ho coinvolto la fondazione Pescara Abruzzo. Mi ricordo che ho cercato il numero di telefono del presidente sull’elenco e l’ho chiamato io. Le nostre volontà e determinazione hanno fatto sì che due anni dopo il terremoto sia stato inaugurato il restauro. Era l’aprile del 2011 e io ero molto lieto che il monumento riaprisse al pubblico. Gli altri si stupivano di questa rapidità. In Italia c’è una concentrazione di beni culturali non facile da gestire. Ma il vero cavillo è la burocrazia: lenta e inefficace».

 

Commenti

  • guido talarico

    World Monuments Found, un’associazione americana totalmente privata che viene in Italia a restaurare l’ambasciata francese. Ecco come si fa!