Il romanzo in posa, il progetto curatoriale dello IED

"Il romanzo in posa" è il giovanissimo progetto espositivo di fotografia organizzato da otto studenti dello IED di Roma

Il romanzo in posa è una esposizione curata da giovani studenti dello IED che ci fa riflettere suq uante volte leggendo le pagine di un libro abbiamo costruito visioni, immagini, scenografie virtuali, nell’elaborazione di un nostro film che proiettasse le suggestioni che la lettura ci suggeriva.

Otto studenti di fotografia dello IED di Roma, Anna Di Prospero, Rodolfo Formato, Marta Gobbi, Mariasole Nocella, Jacopo Paglione, Emily Santoro, Federico Tribbioli e Mirko Zeppieri hanno tradotto su pellicola le proprie suggestioni dando vita a un progetto che parla attraverso la forza delle immagini. F451 il romanzo in posa, fino al 24 luglio ospitata alla Casa delle letterature e ora in partenza nella sede romana dell’istituto, in via Alcamo, fino a settembre, è il frutto di un’immersione nel mondo della scrittura, nei romanzi classici e contemporanei.

Il progetto ha seguito proprio l’immaginario descritto in Fahrenheit 451, dove un gruppo di irriducibili si votano alla lettura, in una ipotetica futura società distopica nella quale leggere libri viene considerato un reato, azzerando ogni stimolo di coscienza culturale. I “ribelli”, che per salvaguardare la cultura e la memoria decidono di memorizzare opere letterarie, si trasformano così in libri-umani.

Non si tratta della scontata trascrizione visiva del testo, bensì di libere rivisitazioni modulate su registri diversi, attraverso impressioni, lampi, intuizioni generate dall’intrusione nell’universo diegetico del romanzo. Vista l’eterogeneità dei testi presi in esame, la mostra va letta anche come la capacità di declinare in chiave contemporanea un testo scritto un secolo fa, o di trasferire al proprio contesto un racconto ambientato in un luogo e una cultura diversi.

Ce ne parla Claudio Calibotti che con Daniele Giacomo Fragapane ha curato la mostra: «Che si tratti del Pinocchio di Collodi o di un autore “à la page” come Don De Lillo, di un romanzo complesso e impegnativo come L’uomo senza qualità di Musil, o divertente e leggero come La notte del Drive-In di Lansdale, non è tanto il romanzo in sé che conta quanto il coro di voci che riecheggia da tanti differenti racconti, presi e messi assieme. Lo stesso coro di voci sovrapposte, multiple, simbolicamente schierate per sollevare un unico grido di protesta, che formavano l’immagine finale di Fahrenheit 451, romanzo culto di Ray Bradbury che ha ispirato il progetto f451. L’idea di F451 è racchiusa in quell’immagine finale che richiama quel coro di voci attraverso la serie di ritratti fotografici, libere interpretazioni dei romanzi».

Fino al 30 settembre
Ied, via Alcamo 11, Roma
Info: www.ied.it

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