''Dove andremo a finire'', Eco sul prossimo ventennio

Anticipato da Repubblica.it un brano del dialogo tra Umberto Eco e Alessandro Barbano contenuto nel libro Dove andremo a finire (Einaudi): otto interviste ad altrettanti intellettuali italiani (da Giuliano Amato a Umberto Veronesi, da Nicola Cabibbo a Sergio Romano) che raccontano quello che ci aspetta nei prossimi vent’anni sul piano politico, sociale, economico e culturale. Per Eco «è uno sport molto italiano quello di interrogarsi a ogni stagione se chiuderà la Feltrinelli, se è morto il romanzo, se il libro sarà superato dall’ebook, se i giovani non leggeranno più. Ho 78 anni, ho iniziato a leggere che ne avevo sei, quindi sono 72 anni che mi trovo di fronte a simili quesiti sul futuro. In realtà non credo al declino della letteratura e non credo che si possano fare previsioni per così dire scientifiche. Se un’opera è importante lo si sa di solito cento anni dopo che è stata scritta. Quando Manzoni pubblicava I Promessi sposi, c’era probabilmente chi ha pensato: ma che roba è questa? Certo, chi dicesse che oggi in Francia mancano grandi figure alla Jean-Paul Sartre e alla André Malraux si avvicinerebbe alla realtà. Ma questo non impedisce che tra 50 anni non si scopra che proprio quest’anno a Parigi era nato il nuovo Proust e nessuno se n’era accorto». L’articolo integrale su Repubblica.it.