Aveva destato scalpore l’ingente sequestro effettuato dalla Guardia di Finanza il 3 novembre consistente in 2.000 opere d’arte. Ieri, lunedì 9 novembre, si è aggiunto un altro capitolo a questa vicenda. I finanzieri questa volta hanno rinvenuto altri 1.200 oggetti. Il materiale confiscato consiste in: statue, antichi monili d’oro, reperti archeologici e sculture attribuite a Aligi Sassu e Giorgio De Chirico. Le opere erano detenute illegalmente dal medesimo imprenditore pesarese, già indagato per ricettazione, ed occultate all’interno della sua azienda.


