In un comunicato, la commissione scrive che Vargas Llosa ha ricevuto il riconoscimento «per la sua cartografia delle strutture di potere e le sue immagini penetranti della resistenza, della rivolta e della disfatta del singolo». Il premio da 10 milioni di corone (1,5 milioni di dollari) è il quarto Nobel già assegnato quest’anno, dopo quelli per la Medicina, la Fisica e la Chimica di questa settimana. Vargas Llosa si impose nella scena internazionale con il suo La Città e i cani, nel 1963: ottenne un successo enorme ma nel suo paese natale, il Perù, il libro nel quale descriveva la vita, fatta di ambiguità e perversioni, all’interno di una scuola militare, venne addirittura bruciato in piazza perché considerato dissacrante. È tra l’altro il secondo scrittore sudamericano a vincere il Nobel per la letteratura, dopo il colombiano Gabriel Garcia Marquez nel 1982. E i suoi rapporti con l’autore dei Cent’anni di solitudine sono stati spesso anche oggetto di cronaca: Vargas Llosa scrisse su di lui una tesi di dottorato (nel 1971) e i due diventarono amici. Fino ad una scazzottata epica: la pensavano diversamente su Fidel Castro. (C. M.)


