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Sutri riparte dalla cultura

Vittorio Sgarbi conquista Sutri. A Roma, nelle sale di Palazzo Cipolla, il neo sindaco del comune laziale ha presentato una serie di iniziative da lui promosse per riscattare una zona ricca di bellezze paesaggistiche e artistiche, ma poco conosciuta.  Maturano i frutti dell’impegno di Sgarbi e Sutri si prepara a un autunno ricco di iniziative. Un risveglio culturale e artistico, ma anche mediatico ed economico quello che investirà la cittadina dal 14 settembre in poi, con il lancio del Festival d’Autunno, una rassegna che comprenderà mostre, concerti, conferenze su grandi spiriti e personalità italiane e titolazioni di piazze e strade. L’autorevolezza delle proposte di Vittorio Sgarbi ha attratto sostenitori istituzionali come la Fondazione Cultura e Arte, emanazione della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele Emanuele.

Molte aspettative sono state suscitate dalla riapertura del Museo di Palazzo Doebbing, architettura dominante del centro storico di Sutri, che, in collegamento con il Parco Archeologico, costituisce un’imprescindibile offerta culturale alle porte della Tuscia. «Dopo il restauro – spiega Sgarbi – l’apertura al pubblico del nuovo spazio espositivo imponeva la realizzazione di una serie di iniziative per configurare il museo come nuovo punto di riferimento culturale». Nasce così la programmazione di nove mostre, realizzate anche con il contributo della Fondazione Cultura e Arte, che saranno visitabili dal 14 settembre 2018 al 13 gennaio 2019 e una decima che inaugurerà il 15 dicembre 2018.

«In queste stanze – spiega Sgarbi – restaurate con sensibile attenzione e sobrio gusto, saranno accolti, con alcuni capolavori della Tuscia, dipinti di grandi maestri, in armonia con i luoghi». A Palazzo Doebbing verrà infatti trasferita una parte dell’Antiqurium di Sutri, con il celebre Ebbro, così, negli spazi dell’ex palazzo vescovile, i dipinti e oggetti d’arte sacra si troveranno a dialogare con un dipinto di Giuseppe Pelizza da Volpedo: Idillio verde, con le fotografie di Wilhem von Gloeden e i dipinti di Roberto Ferri, con l’arte contemporanea dal respiro internazionale rappresentata dell’artista russa EVA, con l’esposizione del nuovo Quarto stato di Giovanni Iudice, con le immagini forti di Matteo Basilè e non solo. A coronare il periodo espositivo il 15 dicembre arriverà a Sutri la maestosa tela con San Francesco riceve le stigmate di Tiziano. Una proposta eterogenea, che guiderà i visitatori in un percorso che si snoderà negli spazi interni ed esterni del Palazzo.

«Così si inaugura il nuovo museo – continua Sgarbi – nel Palazzo ripristinato agli inizi del secolo scorso dal vescovo tedesco Giuseppe Bernardo Doebbing, da cui prende il nome, oggi restaurato e restituito al pubblico godimento, in una perfetta armonia tra Regione, Curia e Amministrazione Comunale». La dedizione e l’entusiasmo dimostrati dal nuovo Sindaco di Sutri hanno travolto tutte le personalità coinvolte, tra le quali il Prof. Emmanuele Emanuele che racconta: «È stato per me naturale rispondere all’appello di Sgarbi, che intende fare di Sutri, cittadina che io amo, una meta inevitabile e cominciare dal Museo di Palazzo Doebbing, che coniuga arte sacra e profana, fotografia e pittura, maestri della tradizione e artisti moderni». Anche il Vescovo di Sutri, Mons. Romani Rossi ha accolto con trasporto le iniziative del Sindaco e ha dichiarato: «L’apertura del Museo di Palazzo Doebbing nell’antica sede episcopale di Sutri costituisce una straordinaria occasione di crescita culturale per la città».

Il Festival d’Autunno è un progetto ricco di iniziative, con un fitto calendario di eventi, che accompagneranno il borgo laziale fino all’inizio del nuovo anno, ma la speranza di Vittorio Sgarbi, assieme a quella di tutti coloro che hanno partecipato al progetto, è quella di poter proseguire ulteriormente con la valorizzazione di un territorio poco conosciuto ma ricco di storia e arte. «Vogliamo partire da qui – spiega Emanuele – da questo luogo perfetto per armonia e storia, per fare della cultura, dell’arte e del bello, vere risorse di questo nostro straordinario Paese, gli strumenti per una rinascita umanistica ed economica della Tuscia».

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