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Ha aperto finalmente l’istituto Alberto Giacometti

A Montparnasse, precisamente in rue Schoelcher, a Parigi, apre finalmente l’istituto Alberto Giacometti. Sono quattro anni che la curatrice Catherine Grenier, prima al Pompidou, ha l’intenzione di mostrare l’archivio della fondazione Giacometti che dalla morte dell’artista, orami 50 anni fa, è rimasto per lo più inedito. Stiamo parlando di 350 sculture, 90 dipinti e più di 5 000 disegni, litografie e quaderni d’appunti: un tesoro immenso che finalmente verrà mostrato nei 350 metri quadrati dell’istituto rimesso a nuovo dall’architetto Pascal Grasso.

Il programma prevede tre o quattro mostre all’anno che presentano parte della collezione raccolta secondo temi di lettura. L’esposizione inaugurale, Atelier d’Alberto Giacometti par Jean Genet, fino a settembre, presenta i legami dell’artista con il romanziere. Poi una mostra dell’artista francese Annette Messager renderà conto dell’influenza di Giacometti sulle nuove generazioni artistiche; e all’inizio del 2019 un percorso racconta le sculture dell’artista attraverso l’obiettivo del fotografo Peter Lindbergh.

A rendere particolare l’istituto è sicuramente la volontà di ricostruire l’atelier di Giacometti così come era, lo stesso che lo ha visto lavorare per 40 anni di seguito. I pennelli, i lavori in terra cotta, i mobili, i muri dipinti (tutti elementi conservati dalla vedova dell’artista Annette) definiscono quell’ambiente magico immortalato recentemente nel film Final portrait dedicato a Giacometti

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